Spruzza acqua contro i passanti e li spinge nel canale: il 14enne Hamza divide la Francia

Lo chiamano «il terrore del canal Saint-Martin», o ancora «la Dogana». E, come in un vero controllo doganale, il 14enne Hamza impone a ciclisti e cittadini parigini seduti lungo la Senna di pagare un pedaggio di due euro, minacciandoli, in caso di rifiuto, di spruzzarli con la sua pistola ad acqua. Un caso che in Francia è ormai diventato virale, arrivando persino in molte trasmissioni televisive e diventando il centro di una guerra ideologica fra destra e sinistra del Paese. 

La vicenda

Su Youtube e TikTok i video delle sue imprese vantano migliaia di visualizzazioni: lo si vede imbracciare il suo fucile ad acqua con orgoglio e soddisfazione, lungo il Canal Saint-Martin, canale artificiale situato nel nord di Parigi che da metà giugno il Comune ha reso parzialmente balneabile.

Il 14enne, di origini algerine, spiega sorridendo la sua bravata preferita: «Come i doganieri che ti fermano a casa, in Algeria, ti chiedono un po’ di soldi, basta darglieli e riparti tranquillo». «Non faccio niente di male» prova a giustificarsi, «rinfresco le persone nelle giornate più calde, dovrebbero ringraziarmi. Mio padre lo sa e dice che non è grave, a mia mamma ancora non l’ho detto».

Le bravate di Hamza

In realtà, Hamza, accompagnato dalla sua banda, non si limita a qualche schizzo allo sfortunato passante di turno. Diventato celebre in questi giorni, è noto almeno da un anno alla polizia, che lo ha anche fermato una decina di volte. Il 14enne è stato anche ripreso mentre teneva chiusa la porta di un bagno pubblico, impedendo a una donna di uscire, o mentre spingeva in acqua alcune persone sedute sul bordo del canale ignorando le richieste di fermarsi.

Il canale Saint-Martin a Parigi. Da giugno, il Comune lo ha reso parzialmente balneabile

Molti sono i cittadini che denunciano gli episodi come molto di più di semplici scherzi. Fra questi Sonia, un’abitante del quartiere: «Sono anche io di origine maghrebina, non è certo una questione di razzismo, ma Hamza e i suoi amici mi hanno aggredita e insultata, e siccome sono disabile non potevo difendermi». 

Il dibattito pubblico

Secondo quanto riportato da Le Figaro, la polizia l’aveva anche arrestato poco tempo fa per il furto di un iPhone, rilasciandolo dopo poche ore. Il ragazzino sarebbe già noto alle forze dell’ordine per una serie di reati minori, commessi dal 2025 che, tuttavia, non hanno mai portato a condanne.

CNews, il canale di riferimento dell’estrema destra, parla di episodi legati a «atti di violenza di gruppo e vandalismo». La sua vicenda ha scatenato dibattiti televisivi e sui principali media nazionali, fra chi lo considera solo un adolescente vissuto troppo in strada, in cerca di un po’ di visibilità, e chi invece ne fa un simbolo del degrado sociale francese. In una trasmissione, lo hanno definito «sintomo di un Paese allo sbando».

Il problema delle seconde generazioni

La battaglia è ben presto diventata politica: per l’estrema destra Hamza è solo l’ultima prova del fallimento delle politiche di integrazione e di una generazione di adolescenti stranieri che uno Stato senza più credibilità non riesce a controllare. «In un mondo normale, le autorità avrebbero già contattato i genitori di Hamza e minacciato di sospendere gli assegni familiari. […] Ma in Francia, questo ragazzo capisce subito che non c’è nessuno dall’altra parte: né genitori, né autorità, né polizia, né giustizia» ha dichiarato il deputato Julien Odoul, portavoce di Rassemblement National (RN), principale partito di estrema destra del Paese.

Julien Odoul, portavoce del principale partito di estrema destra della Francia

In Francia, poi, il dibattito sulle seconde generazioni è particolarmente sentito e delicato: circa il 7% della popolazione è composta da figli di immigrati nati nel Paese, provenienti per lo più dalle ex colonie del Nord Africa, come l’Algeria, appunto. La maggior parte di loro vive nelle periferie delle grandi città, le cosiddette banlieue, quartieri caratterizzati dai tassi più elevati di povertà e disoccupazione.

Non solo Hamza: gli episodi di violenza fra giovani stranieri 

Alcuni media conservatori hanno paragonato il caso a quello di altri giovani stranieri, di cui si è parlato negli ultimi anni. Fa questi Nahel M., 17enne francese di origini algerine, ucciso da un poliziotto mentre guidava un’auto senza avere la patente. La sua morte, avvenuta a Nanterre nel 2023, era diventata emblema delle violenze della polizia contro le popolazioni immigrate nei sobborghi francesi.

Gli ambienti di destra, invece, avevano organizzato collette per sostenere la famiglia del poliziotto, sottolineando come Nahel avesse abbandonato la scuola e fosse cresciuto senza la presenza di una figura paterna, cosa che doveva avere influenzato in negativo il suo comportamento. Un altro esempio riportato è quello di cinque adolescenti che a fine giugno hanno ucciso un 17enne nel sud della Francia.

La difesa della sinistra

Se molti criticano l’atteggiamento del ragazzo, chiedendosi perché i genitori non intervengano, c’è anche chi ha preso le sue difese. Per l’avvocata di Hamza, Elsa Marcel, e per l’estrema sinistra, l’episodio è il simbolo del razzismo di una parte della società francese, che, insieme ad alcuni programmi televisivi, ha contribuito a trasformare un minorenne in un bersaglio pubblico.

«I genitori hanno presentato denuncia per molestie, minacce, provocazione all’odio e insulti di carattere razzista, e io difenderò gli interessi della famiglia» annuncia la legale Marcel. Per alcuni esperti, infine, usare un singolo adolescente come rappresentazione di milioni di persone rischia di produrre una generalizzazione

 

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