Singapore, “frustate” per gli studenti più indisciplinati, soprattutto sui bulli

Da 1 a 3 “frustate” per gli studenti di Singapore che commettono atti gravi o molto gravi come bullismo, cyberbullismo, risse, uso di sostanze stupefacenti, furto, vandalismo o portare armi a scuola. Ma anche la recidività, come il possesso o uso di tabacco, possono portare alla punizione corporea. «Una disciplina necessaria che ha la funzione educativa e riparativa» è quanto dichiarato dal Ministro dell’Istruzione Desmond Lee lo scorso 15 aprile a margine di una visita ufficiale alla Teck Ghee Primary School. Tutte le scuole sono tenute a implementare le nuove misure disciplinari entro la fine del 2026, così da essere effettive già dall’inizio dell’anno scolastico 2027 (che parte dai primi giorni di gennaio).

Le punizioni nelle scuole di Singapore contro le cattive condotte. Fonte del grafico: Channel News Asia
Le “frustate” come ultima ratio

Le “frustate”, o meglio i colpi di canna – perché lo strumento usato è una canna di rattan – potranno essere usati solo se le altre misure dovessero risultare inadeguate o per comportamenti classificati molto gravi e recidivi. La punizione corporale potrà essere approvata dal preside e somministrate solo da insegnanti autorizzati. Inoltre dopo la punizione la scuola è obbligata a fornire supporto psicologico per monitorare il benessere dello studente e aiutarlo a capire l’errore. Sono inclusi nella possibile punizione solo gli studenti maschi dalle classi superiori della scuola primaria (dai 10 anni in su) e quelli delle superiori. Le ragazze sono invece escluse in quanto la legge penale di Singapore vieta la fustigazione alle donne.

«L’assenza di conseguenze danneggia sia la vittima che chi lo infligge»

«Ho visto cosa succede quando un comportamento persiste senza limiti chiari». È il commento rilasciato a Channel News Asia da parte di Jared Ng, psichiatra che si occupa di bambini, adolescenti e famiglie. «I giovani che si comportano da bulli e non ricevono una risposta significativa spesso peggiorano. Alcuni sviluppano ulteriori problemi comportamentali, abbandonano la scuola e, in alcuni casi, finiscono per avere a che fare con la giustizia». Jared Ng continua dicendo che alcuni genitori ritengono che si tratti di un passo indietro, mentre altri lo considerano un provvedimento atteso da tempo. «La fustigazione è una misura seria, che alcuni definiscono barbara. Queste opinioni non sono irragionevoli e meritano di essere prese sul serio». Nel suo commento evidenzia però anche la diversità dei contesti, sottolineando che quello scolastico, con i suoi protocolli e garanzie, è diverso da ambienti non regolamentati come le case.

Moises Alejandro Chiarelli

Per mestiere mi occupo un po' di tutto, ma per passione racconterei soprattutto di esteri. Come obiettivo, invece, mi sono posto quello di scrivere di più di giudiziaria. Ho collaborato per 2 mesi nell'agenzia stampa AdnKronos. Sono un giornalista praticante che ha tanta voglia di fare.

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