L'ultimo trend sudcoreano

Shopping fantasma e rider immaginari: cosa sono e come funzionano i “siti dopaminici”

Immagina di ordinare il tuo piatto preferito alle undici di sera su una piattaforma di delivery qualsiasi. Selezioni gli ingredienti, inserisci l’indirizzo, affronti la nota dolente del pagamento e poi, finalmente, puoi tracciare il rider sulla mappa e attendere la consegna del tuo cibo direttamente alla porta di casa.

Ormai da qualche anno, questa è un’azione piuttosto comune, soprattutto in città. Perché sostituisce le fatiche di prepararsi la cena o di correre a far la spesa prima che il supermercato chiuda.

Esiste però una nuova frontiera d’acquisto, o è meglio dire di “non acquisto”, che astrattizza ancora di più il tutto. In questo nuovo scenario, il rider che vedi muoversi sulla mappa sullo schermo del tuo smartphone non arriverà mai a destinazione. Già, nessuno busserà alla tua porta e, altro dettaglio non da poco, non avrai speso un solo euro.

Si chiamano siti dopaminici

Non si tratta di un delirio lucido, ma è la nuova realtà quotidiana sperimentata da migliaia di persone in Corea del Sud. I dopamine sites sono piattaforme progettate per replicare in modo fedele l’esperienza dello shopping online e del food delivery, eliminando però l’effettivo acquisto dell’item selezionato.

L’effetto placebo alla base

Il capofila del trend è FoodNeverComes, un’app che ricalca in tutto e per tutto le app su cui si ordina cibo a domicilio. Gli utenti possono scorrere i menù di ristoranti immaginari, leggere recensioni da 1 a 5 stelle, riempire il carrello e persino inserire l’indirizzo della propria abitazione. Una volta premuto il tasto “ordina”, appare sullo schermo del proprio dispositivo un corriere virtuale che si muove sulla mappa verso la destinazione.

La schermata principale di FoodNeverComes

Il creatore, sviluppatore noto come Malhee, ha spiegato che l’idea è nata per rompere il loop dell’apertura compulsiva delle app di delivery dettata dalla noia o dallo stress: «Volevo creare qualcosa per chi vuole smettere di ordinare cibo, per chi è a dieta o semplicemente per chi cerca un’esperienza bizzarra», ha spiegato.

Ma perché il cervello ci casca?

Come può un acquisto finto generare soddisfazione reale? La risposta sarebbe riconducibile a dei meccanismi che fanno parte della biochimica umana. La dopamina, che è il neurotrasmettitore del piacere, verrebbe rilasciata dal cervello prima ancora di ricevere di una ricompensa, e non necessariamente quando la si riceve.

Cliccare sul tasto “acquista” innesca quindi quella scarica di piacere istantaneo che placa il desiderio compulsivo, salvando però il portafoglio. È una sorta di “terapia d’urto digitale” che (per ora) riguarda la Gen Z coreana.

Il professor Kim Heon-sik della coreana Jungwon University, in un contributo riportato su Korea Times, paragona il trend alla cultura dei mukbang (i video in cui si guarda qualcuno mangiare enormi quantità di cibo). Secondo il professore, questi siti riflettono il desiderio di vivere una soddisfazione indiretta.

Riccardo Severino

Ho collaborato con la trasmissione Fuori Dal Coro, dove ho lavorato a inchieste su sanità, cronaca, criminalità e frodi. Mi occupo anche di attualità, politica e costume e ho una grande passione per il cinema e per la musica. Uno dei miei film preferiti? Monster di Hirokazu Kore'eda. Canzone del cuore? Samson di Regina Spektor

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