Scontro California-Meta: via le notizie dai social

Meta, la holding che controlla Facebook e Instagram, è pronta a bloccare la pubblicazione di notizie in California. La svolta è arrivata in seguito all’approvazione del California Journalism Preservation Act. Si tratta di un provvedimento bipartisan – quindi appoggiato anche dai repubblicani – che impone una tassa a tutte le piattaforme online che si servono di articoli altrui.

Non è la prima volta che uno stato tenta di tassare le piattaforme di proprietà di Mark Zuckerberg.

California v. Meta

Secondo il testo della legge, le big tech dovranno pagare una tassa di utilizzo ai fornitori di notizie che hanno visibilità nelle loro pagine. Il pagamento dipende dalla quantità di notizie pubblicate dalla piattaforma in questione. Questo vale per quelle con almeno 50 milioni di utenti americani mensili o con un miliardo di utenti nel mondo o con una capitalizzazione di mercato di 550 miliardi di dollari. Il 70% dei guadagni dovrà essere utilizzato dalle redazioni per pagare i giornalisti e il resto dello staff.

Il disegno di legge è stato approvato dalla Assemblea della California con 46 voti a favore e solo 6 contrari. E deve essere ancora approvata in via definitiva dal Senato statale e poi firmata dal governatore democratico Gavin Newsom.

La controffensiva di Meta

La reazione della holding californiana non si è fatta attendere. «Se il Journalism Preservation Act verrà approvato saremo costretti a rimuovere le notizie da Facebook e Instagram». Inizia così il comunicato di Andy Stone, portavoce di Meta.

Vincent Berthier, membro di Reporters Without Borders, ha dichiarato: «Le minacce di Meta quando è posta davanti a questi ostacoli stanno diventando troppo frequenti». Il giornalista americano ha poi spiegati quale debba essere il ruolo di Meta nel mondo dell’informazione. «Essere una delle maggiori piattaforme al mondo significa avere la responsabilità di difendere il diritto di tutti di accedere all’informazione, non avere il potere di escludere le persone dall’accesso al giornalismo se i legislatori non si piegano al suo volere».

Non solo la California

Nel 2021 il governo australiano aveva proposto una legge che obbligava le piattaforme online a pagare per i contenuti giornalistici. Facebook aveva reagito esattamente come in questo caso: interrompendo la distribuzione di notizie sui suoi canali.

 

Pochi giorni dopo, però, Meta aveva raggiunto un accordo con Canberra perché fossero apportate alcune modifiche al testo di legge «affinché il valore della piattaforma sia riconosciuto e il valore che riceviamo dai giornalisti sia restituito a loro». La Columbia University ha stimato che dal 2021 a oggi Meta abbia distribuito oltre 150 milioni di dollari alle redazioni australiane.

Andrea Carrabino

Braidese per nascita, milanese per scelta. Laureato prima in Scienze Politiche e poi in Scienze del Governo. Amo la politica, ma non la vivrei. Juventino sfegatato e amante delle serie tv e del cinema. Toglietemi tutto, ma non The Office

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