La Francia è il primo Paese a inserire l’aborto nella Costituzione

La Francia diventa il primo Paese al mondo ad inserire espressamente l’interruzione volontaria della gravidanza in Costituzione. L’obiettivo dichiarato dal presidente Macron era quello di rendere irreversibile questo diritto.

Il voto a Versailles

Il Parlamento francese, eccezionalmente riunito in Congresso a Versailles, ha approvato la revisione costituzionale che garantisce alle donne la libertà di abortire. Con 780 voti favorevoli e 72 contrari, la maggioranza richiesta, dei tre quinti dei partecipanti è stata di gran lunga superata. All’annuncio,  la presidente dell’Assemblée Nationale Yael Braun-Pivet, ha dato inizio a un lunghissimo applauso.

Migliaia le persone riunite sulla place du Trocadéro a Parigi, davanti a un maxischermo collegato in diretta con Versailles. Sullo sfondo, la Torre Eiffel è stata subito illuminata per celebrare l’evento, con la scritta “Mon corps, mon choix” ovvero “Mio il corpo, mia la scelta”.

Resta intatto «il diritto del medico che preferisce non praticare un’interruzione di gravidanza», ha sottolineato il ministro della GiustiziaEric Dupond-Moretti. «Nessuno vuole fare violenza alle coscienze dei singoli. L’obiezione di coscienza è già costituzionale».

Le opposizioni unite sull’aborto

La votazione bipartisan ha unito l’estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon all’estrema destra di Marine Le Pen. Un evento storico in cui le divergenze politiche sono state accantonate in favore di un impegno comune. Con questa modifica costituzionale, è stata introdotta nell’articolo 34 la frase: “La legge determina le condizioni in cui si esercita la libertà garantita alla donna di far ricorso ad un’interruzione volontaria della gravidanza”.

“La Francia sarà pioniera, fedele alla sua eredità di Paese faro dell’umanità” ha affermato il premier francese Gabriel Attal. Inoltre, secondo Mathilde Panot, capogruppo di La France Insoumise (Lfi), si tratta di “una promessa per le donne che lottano ovunque nel mondo”.

Le polemiche

Non sono mancate le critiche. La Pontificia Accademia per la Vita ha avvertito che “proprio nell’epoca dei diritti umani universali, non può esserci un diritto a sopprimere una vita umana”. Mentre in una nota diffusa in mattinata, i vescovi francesi hanno lanciato un appello al digiuno e alla preghiera. “Di tutti i Paesi europei, la Francia è l’unico dove il numero di aborti non cala. Preghiamo affinché i nostri concittadini ritrovino il gusto della vita, di darla e di riceverla”.

Durante la votazione, alcune centinaia di manifestanti anti-aborto si sono riuniti per protestare contro la riforma che, secondo sondaggi, avrebbe l’appoggio dell’80% dei francesi. I manifestanti hanno detto di voler “proteggere la vita”. E nonostante le rassicurazioni del governo, temono che “i medici non avranno più modo di esercitare il loro diritto di coscienza”.

Manifestanti francesi in protesta contro l’aborto nella Costituzione
L’aborto in Francia

La necessità di introdurre nella costituzione il diritto all’aborto aveva raccolto molti dubbi. In molti non ritenevano infatti necessario tutelare ulteriormente un diritto già riconosciuto e praticato. Il ricorso all’aborto era già garantito dalla legge Simone Veil, approvata nel 1975. La norma consente alle donne di interrompere la gravidanza entro la 14a settimana dal concepimento o per motivi medici durante tutta la gravidanza. Inoltre, l’interruzione può essere praticata chirurgicamente anche dal personale di ostetricia, non solo da medici.

Ma dopo gli sviluppi politici negli Stati Uniti, la Francia ha deciso di proteggere questo diritto nel modo più solenne. Qualora un governo volesse cancellare la possibilità di abortire, dovrà intraprendere un percorso di riforma costituzionale. La proposta era stata annunciata già nel marzo 2023 dal presidente Emmanuel Macron. “Fierezza francese, messaggio universale” scrive su X dopo lo storico traguardo, rinnovando l’appuntamento ai cittadini per l’8 marzo. Nella giornata internazionale dei diritti della donna, si terrà infatti la cerimonia di sigillatura aperta al pubblico, dinanzi al ministero della Giustizia.

L’aborto nel mondo

Negli Stati Uniti, la Corte Suprema aveva revocato nel 2022 la sentenza Roe v. Wade, dando agli Stati la possibilità di adottare una propria legislazione. In seguito, circa dieci stati hanno vietato l’aborto, mentre altri lo hanno limitato. In Europa, il diritto all’aborto è minacciato. L’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) è spesso iniqua, con alcune donne costrette a spostarsi, per mancanza di personale medico o altre problematiche. Altri Paesi, come l’Ungheria e la Polonia invece applicano forti limitazioni. In questi Paesi, l’aborto è consentito solo in casi di violenza sessuale, incesto e/o in circostanze dannose per la salute della gestante.

Mappa dei Paesi europei che consentono l’aborto
Cosimo Mazzotta

LAUREATO IN GIURISPRUDENZA ALL'UNIVERSITA' DEL SALENTO CON UN ANNO DI STUDI IN SPAGNA PER APPROFONDIRE LE TEMATICHE DI DIRITTO INTERNAZIONALE. MI INTERESSO DI CRONACA, POLITICA INTERNA E SPETTACOLO. MI PIACE IL DIALOGO IN OGNI SUA FORMA. SFOGO IL MIO SPIRITO CRITICO ATTRAVERSO LA PAROLA E IL DISEGNO.

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