Diciamocelo, nessuno ha mai creduto che fosse davvero finita. L’ultimo concerto dei Kiss è stato nel dicembre 2023 al Madison Square Garden. Paul Stanley e Gene Simmons non avevano nemmeno fatto in tempo a scendere dal palco che già parlavano dell’idea degli avatar virtuali. Oggi il progetto, a lungo anticipato, è entrato nel pieno dello sviluppo, tanto che si ha già una data indicativa: Las Vegas 2028.
L’eternità dei Kiss
Nel dicembre del 2019 i Kiss iniziavano il loro End of the Road Tour. Doveva essere un saluto alla “Kiss Army” prima di ritirarsi definitivamente dalle scene. «Non siamo come i Rolling Stones» aveva detto Gene Simmons, alludendo al fatto che, a oltre 70 anni, loro salissero sul palco con armature pesanti diversi chili. I fan non meritavano di vederli vecchi e stanchi. A quanto pare non era una stanchezza così insopportabile. Il loro “tour d’addio” è durato ben 4 anni. I Kiss sembravano quell’ospite che, dopo avere detto di dovere andare via, rimane un’altra ora e mezza a parlare.
Quella sera a New York nel 2023, Stanley e Simmons stavano chiudendo la porta, ma ecco che subito l’hanno bloccata con la punta del piede. Già al Madison Square Garden il pubblico aveva notato dei primi esperimenti con la tecnologia olografica. Nei mesi successivi ecco che la band annuncia di voler intraprendere un progetto che prevede l’utilizzo di avatar virtuali in una serie di date esclusive. In un primo momento sembrava una delle idee utopiche solite dei Kiss. Invece il 14 aprile 2026, Paul Stanley ha ufficializzato che i concerti con gli ologrammi inizieranno a Las Vegas a nel 2028.
Più di una celebrazione
I Kiss non fanno mai le cose in piccolo. Gene Simmons ha parlato di un investimento di circa 200 milioni di dollari e una collaborazione con la Industrial Light and Magic di George Lucas. In passato altre band storiche hanno fatto ricorso agli ologrammi, il caso più noto fu quello degli ABBA. Non a caso, a collaborare al progetto di Gene Simmons e Paul Stanley ci sarà anche la società di investimenti di Björn Ulvaeus degli ABBA. Per la band svedese, però, si trattava di un’iniziativa celebrativa. I’ idea dei Kiss è molto diversa. Paul Stanley ha infatti dichiarato che la band ha composto nuove canzoni appositamente per gli show del 2028. Si tratterebbe dunque di un vero e proprio tour per promuovere musica inedita.
Non un semplice ricordo, ma una ferma dichiarazione di non volersi estinguere mai. Questo fattore, però, ribalta completamente il quadro da analizzare, tanto da portare molti a chiedersi quanto tutto ciò abbia senso. I fan saranno disposti a pagare per uno show del genere? Se si fosse trattato di un evento commemorativo l’aura attorno a esso forse sarebbe stata più attraente. Così invece si corre il rischio che il tutto venga percepito come una forzatura un po’ eccessiva. C’è da considerare anche che non si tratta di uno strumento troppo innovativo. Già nel 2006 i Gorillaz utilizzavano gli ologrammi, che in quel caso erano anche coerenti con la loro natura di band virtuale. Sembra invece che i Kiss abbiano semplicemente voluto sfruttarne l’effetto sensazionalistico per tenere viva la loro immagine nella mente dei loro milioni di fan.