Apple, stangata dopo indagine sul rallentamento iPhone: -1,6%

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Le autorità americane indagano su Apple per il rallentamento volontario degli iPhone più vecchi in seguito ad un aggiornamento del sistema operativo. Il dipartimento di Giustizia e la Sec, stando alle indiscrezioni riportate dall’agenzia Bloomberg, hanno chiesto informazioni a Cupertino sugli aggiornamenti software per accertare se siano state o meno infrante le norme vigenti sui valori mobiliari.

Questa indagine si va ad aggiungere a quelle aperte dagli altri paesi e alle numerose azioni legali avviate dai privati dopo aver riscontrato dei problemi con gli apparecchi. Un’onta difficile da lavar via, questa, che si riflette anche in Borsa, dove Apple è arrivata a perdere fino all’1,6%.

Nelle scorse settimane è arrivato il ‘mea culpa’ di Cupertino che ha ammesso il rallentamento volontario degli iPhone più vecchi: questo sarebbe servito a preservare la batteria del telefono, evitandone lo spegnimento improvviso. Le scuse ufficiali, però, sono state presentate solo dopo le numerose lamentele dei clienti.

Cupertino, inoltre, avrebbe anche abbassato a 29 dollari i prezzi delle batterie in modo da favorire l’acquisto a chi volesse sostituirle, assicurando che il prossimo aggiornamento consentirà  di monitorare lo stato di salute degli iPhone.

La stangata dell’indagine americana arriva a pochi giorni dalla trimestrale di Apple, in calendario giovedì, mentre si rafforzano le voci di corridoio su un taglio della produzione sull’iPhone X.

(ns)

 

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