«Tre secoli dopo, Gibilterra e Campo di Gibilterra torneranno a darsi la mano», ha affermato il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares. 118 anni dopo, la vecchia frontiera di 180 metri tra la Spagna e il territorio britannico crollerà. Regno Unito, Spagna e Unione Europea hanno firmato martedì 14 luglio a Bruxelles lo storico accordo, già raggiunto lo scorso anno, ed entrerà provvisoriamente in vigore a partire dalla mezzanotte.
Cosa cambierà
Formalmente, Gibilterra entra nello Spazio Schengen, la più grande area di libera circolazione al mondo senza frontiere interne che ad oggi comprende 29 Paesi europei. Secondo il nuovo sistema, i passeggeri in arrivo all’aeroporto e via mare nella “Rocca” effettueranno i controlli dell’immigrazione gibilterrina e successivamente della polizia spagnola. Al contrario, merci, pedoni e veicoli via terra potranno transitare liberamente senza restrizioni. I controlli Schengen saranno affidati a Madrid, mentre Londra continuerà a gestire autonomamente la propria autorità interna. Inoltre, al posto degli attuali dazi all’importazione, tra lo 0 e il 12 per cento, sarà applicata un’aliquota fissa del 15 per cento. Dunque, anche a Gibilterra i prezzi sono destinati a salire, soprattutto quelli di alcol e tabacco.
¡Firmado el Acuerdo en relación a Gibraltar!
Una nueva era. pic.twitter.com/1aNbqPhe1k
— José Manuel Albares (@jmalbares) July 14, 2026
Lo storico accordo, quindi, chiude uno dei capitoli più irrisolti della Brexit. Da quel 31 gennaio 2020 in cui formalmente Londra ha lasciato l’UE, Gibilterra è uscita dal mercato unico europeo e i suoi 40mila abitanti sono stati sottoposti a continui controlli alla frontiera per entrare in territorio spagnolo.
La frontiera
Era il 1713 quando la Spagna cedette “la Rocca” alla Gran Bretagna con il Trattato di Utrecht, ma solo nel 1908 il Regno Unito costruì una barriera fisica permanente lungo il confine, poi rafforzata nel 1969 dal generale fascista Francisco Franco che impose il blocco totale senza possibilità di transito. A partire dal 1982, però, la frontiera venne progressivamente aperta e rimase tale anche durante l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, seppur soggetta a controlli. Ora, l’accordo firmato dal commissario al Commercio Maros Sefcovic, dal sottosegretario di Stato per gli Affari europei del Regno Unito Stephen Doughty, dal primo ministro di Gibilterra Fabian Picardo e dal ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares Bueno, porterà all’eliminazione dell’ultimo confine terrestre tra i due territori.

Il caso Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda
La soluzione ricorda quella tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda. Fino agli anni ’90 il confine era fortemente militarizzato, con posti di blocco dell’esercito britannico, controlli di polizia, torri di osservazione e strade chiuse per motivi di sicurezza. Era il cosiddetto periodo dei The Troubles. Durò fino al 1998, quando l’Accordo del Venerdì Santo tra Regno Unito e Repubblica d’Irlanda pose le basi per la pace e la normalizzazione della frontiera. In quel periodo, però, esisteva la Common Travel Area, un accordo che consente ancora oggi ai cittadini britannici e irlandesi di muoversi liberamente tra i territori di Irlanda, Regno Unito, Isola di Man, Jersey e Guernsey.
Il periodo di conflitto, però, cambiò fortemente la situazione. L’installazione delle frontiere tra i Paesi, volta a contrastare il terrorismo, limitò fortemente la libertà di circolazione, pur senza eliminare i diritti previsti dal CTA. In seguito agli Accordi di Belfast, nel 2005 il governo britannico completò la rimozione delle principali infrastrutture militari lungo il confine.