Tassa di soggiorno a Milano, da aprile 12 euro al giorno negli hotel a cinque stelle

Fino a 12 euro a notte di tassa di soggiorno a Milano, una rimodulazione che scatterà dal primo aprile fino a fine 2026. L’ulteriore ritocco deciso dalla giunta di Palazzo Marino genera umori contrastanti tra gli albergatori. «Non si possono usare i turisti come bancomat», è il commento di Fabio Primerano, presidente di Federalberghi Lombardia, sull’ordinanza comunale del 12 febbraio. Anche se valuta comunque «positiva» la riduzione della tassa per gli hotel da una a tre stelle, Primerano definisce ancora troppo far pagare 10 euro a notte per i quattro stelle. «Comprendiamo le esigenze di copertura, ma non si può penalizzare eccessivamente chi sceglie Milano».

I cambiamenti delle tariffe

A pagare il conto più salato sono gli hotel di lusso. I cinque stelle passano da 10 a 12 euro a notte, mentre i quattro rimangono a 10 euro. I tre stelle scendono invece lievemente, che dai 7,40 scendono a 7 euro. Leggermente più significativo è il calo per i due e i monostella: i primi passano da 5 a 4 euro, mentre i secondi da 4 a 3 euro a notte.
Le strutture extra-alberghiere, invece, non hanno subito alcuna modifica. Resta invariata l’imposta di 9,50 euro per bed & breakfast, affittacamere, affitti brevi e case vacanze, 7 euro per le case per ferie e 3 euro per ostelli e strutture all’aria aperta (come i campeggi).

«Con questa revisione delle tariffe dell’imposta di soggiorno – spiega l’assessora al Turismo Martina Riva – rendiamo il sistema più equo e coerente con il principio di progressività, alleggerendo il carico sui turisti che scelgono strutture a 1,2 e 3 stelle».

Moises Alejandro Chiarelli

Per mestiere mi occupo un po' di tutto, ma per passione racconterei soprattutto di esteri. Come obiettivo, invece, mi sono posto quello di scrivere di più di giudiziaria. Ho collaborato per 2 mesi nell'agenzia stampa AdnKronos. Sono un giornalista praticante che ha tanta voglia di fare.

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