Quando Milano ospita un evento, la città viene smossa da un piccolo terremoto urbano. Sono sempre di più i milanesi che lasciano la loro prima casa, che per un breve – ma dispendioso – periodo diventano bed & breakfast. Se un palazzo sito in Brera o Tortona (tra le zone più calde della Design Week) normalmente ospita dieci nuclei familiari, secondo le statistiche, durante la Settimana del Mobiile due famiglie tra queste spariranno per lasciare spazio a qualche turista.
Non si tratta di una migrazione piacevole verso le case al mare, ma di un piccolo sacrificio che può valere dalle 3 alle 5 normali mensilità di affitto. Una “tredicesima” occasionale che strizza l’occhio a chi, a Milano, ci abita tutto l’anno. Ma non si tratta sempre del classico contratto di locazione turistica che regola i soggiorni brevi, stiamo parlando di accordi che arrivano dalle retrovie, dai gruppi social di Facebook e Telegram, i cui confini contrattuali sono labili, se non inesistenti. Contante o contratto? Se vuoi spendere qualcosa di meno, il vecchio “nero” non passa mai di moda.
Il Sottobosco dei social media
Il mondo degli affitti sui social media è il luogo principale in cui si rifugiano coloro che fuggono dai prezzi folli della Design Week. Facebook e Telegram, infatti, ospitano un sottobosco variegato di gruppi adibiti alla sponsorizzazione e alla ricerca di immobili. Il più delle volte non si parla di affitti regolari, ma di accordi informali stipulati tra utenti. Niente vincoli contrattuali, cifre più ragionevoli e un mercato molto vivace. Ci abbiamo provato anche noi: ci siamo iscritti e abbiamo cercato una soluzione per due persone nei giorni dal 20 al 26 di aprile.Pubblicato l’annuncio, sono gli affittuari a contattarci nella chat privata. Gli utenti nei gruppi sono molto attivi, per questo bisogna essere rapidi anche nelle risposte ai messaggi.
Le proposte degli host
La prima proposta che riceviamo è per un locale in zona Navigli. Ma, ancora prima che potessimo prenderla in considerazione, nel giro di 4 ore, l’host ci ha fatto sapere che era già stato assegnato a qualcun altro.
Il secondo affittuario ci propone un bilocale nella zona di Precotto. La trattativa, nonostante il contesto, si svolge in maniera molto professionale: viene allegato un file pdf che presenta l’immobile nei suoi dettagli e il profilo dell’acquirente a cui potrebbe interessare. Il tutto correlato con informazioni specifiche sulla mobilità in città durante la settimana di eventi. Il prezzo proposto è di 100 euro a notte.
La terza offerta riguarda un appartamento in Via Tortona. In questo caso, la trattativa è molto più informale. L’appartamento è abitato da una studentessa che vuole affittarlo durante la settimana del Design, infatti, anche il prezzo è contenuto: 85 euro per notte.
L’ultima proposta è di un locale offerto a 250 euro, una cifra decisamente alta per il mercato dei social, ma che si inquadra perfettamente nel prezzario delle piattaforme. In quest’ultimo caso, i contatti con l’host sono stati minimi ed esclusivamente finalizzati alla comunicazione del prezzo. Dopo la presentazione dei locali, il nostro interesse si sposta sul metodo di pagamento e sul possibile contratto. L’unica risposta che si ottiene è il prezzo per notte. Ciò l’inesistenza di un contratto regolare con una preferenza per il pagamento in contanti direttamente al proprietario.
Il report
La situazione è davvero così fuori controllo da spingere le persone a ricorrere a queste vie potenzialmente illegali? In base ai dati registrati dal Centro Studi Abitare Co., abbiamo calcolato un aumento del +298% per il canone medio di un’abitazione durante la Design Week, passando da 1.530 in una normale settimana dell’anno a 4.570 euro.
Tra i quartieri in cui si sono registrati più rialzi troviamo al primo posto Cinque vie e Via Durini. Una settimana di affitto arriva a costare 4552 euro rispetto al canone medio che, nei periodi senza eventi, è di 1190. Segue Corso Europa, con picchi di 5460 euro.
Al terzo posto: Brera, cuore pulsante della settimana del Design, propone affitti che variano da 4228 a un massimo di 5000 euro in Via Pontaccio. In zona Navigli, Via Tortona è la più attraente per i turisti, disposti a pagare fino a 3190 euro per un immobile. Per chi invece vuole risparmiare un po’, zona Isola si dimostra la più accessibile, proponendo affitti settimanali all’umile cifra di 2436 euro, un rialzo del 140% rispetto al precedente anno. Il quartiere, pur non essendo direttamente coinvolto nella settimana del Design, si trova infatti in una posizione strategica per raggiungere agilmente gli eventi principali.
Chi sceglie di abbandonare temporaneamente la propria abitazione ha diverse strade percorribili. In rete è possibile trovare delle vere e proprie guide per i milanesi che mettono a disposizione le case per gli affitti brevi con spiegazioni su come ottimizzare i guadagni. Il focus è sulle esigenze dei turisti: essendo per lo più i professionisti del settore a prendere parte alla Design Week, seguono la logistica degli spostamenti in città e le strategie in più punti per un miglior piazzamento dell’immobile.

La tradizionale soluzione online
Le piattaforme online sono la prima soluzione per sponsorizzare il proprio appartamento a Milano. Se, fino al 2024, chiunque poteva pubblicare un annuncio e rendere la propria abitazione una struttura ricettiva per qualche giorno, oggi non è più così. Con le nuove normative europee in atto dal 2 gennaio 2025, l’immobile messo in affitto deve essere regolarmente registrato come struttura ricettiva e richiedere il Codice Univoco (CIN) al Ministero del Turismo, che deve attestare all’unità immobiliare una destinazione a locazione turistica (o affitto breve).
Questo ha disincentivato molti milanesi dall’utilizzo di piattaforme come Airbnb e Booking, sia per la meccanicità della pratica diventata troppo complessa e burocratica, sia perché una percentuale del ricavato andrebbe al gestore della piattaforma. Prima delle nuove normative europee, le piattaforme online erano le soluzioni scelte dalla stragrande maggioranza degli affittuari.
7000 euro la settimana
È il caso di F., proprietario di un locale in zona Navigli che dispone di tre camere da letto, un soggiorno, una cucina e una zona spa con sauna e piscina. Durante la Design Week aveva deciso di lasciare la sua abitazione e affittarla tramite la piattaforma di Airbnb: per una settimana di affitto, ha ricavato 7000 euro. 1000 euro per notte. Il guadagno effettivo va calcolato togliendo il 15%, pari a 1050 euro, che viene dato alla piattaforma, per un netto finale di 5950 euro. Un numero che può stupire, ma non troppo se si fa una piccola ricerca nei giorni a ridosso dell’evento. Airbnb, infatti, propone soluzioni che variano dai 150 ai 1900 euro a notte, in base a posizione e dimensioni. Nonostante le cifre da capogiro, se si cerca uno spazio per la Design Week è bene muoversi quanto prima perché la richiesta è comunque molto alta.
Dopo questa ricerca l’equazione si risolve da sé. Se cerchi un appartamento per la settimana del Design, puoi scegliere se affidarti a un regolare affitto a contratto, spendendo una cifra che può variare dai 150 ai 2000 euro, ma rimanendo tutelato dalla legge. Chi non vuole piegarsi a questi meccanismi, invece, si addentra nel mondo delle piattaforme, dove le cifre sono più accessibili, ma è molto probabile che si tratti di pratiche non conformi alla legge.
Il punto non è se affittare o meno, ma a quali condizioni. Milano durante il Salone del Mobile diventa un mercato parallelo dove i prezzi dettano le regole più delle norme. Il mercato immobiliare meneghino durante questi eventi internazionali è avvolto da una bolla speculativa che porta al rialzo esponenziale dei prezzi, già eccessivi durante tutto l’arco dell’anno. La domanda è talmente alta che gli alloggi sono occupati al 95% già mesi prima degli eventi. La città, infatti, si prepara ad accogliere anche in questa edizione quasi 450 mila persone tra professionisti e appassionati di Design.