Libia: Conte riceve Haftar a Roma, mentre Erdogan incontra Putin

Dopo il fallimento del vertice dei ministri europei a Tripoli con le autorità libiche, salta anche l’incontro tra il premier di Tripoli Fayez al-Serraj e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, atteso a Roma oggi pomeriggio. Il rivale, il generale Haftar, ha invece raggiunto il premier italiano per un faccia a faccia durato tre ore. Secondo alcune fonti al-Serraj, scocciato per l’arrivo di Haftar, avrebbe cancellato il volo per Roma.

Il premier libico oggi ha incontrato a Bruxelles il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel e l’Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell. Lo scopo dell’incontro è trovare un accordo per fermare il conflitto in Libia. «Le sofferenze del popolo libico devono terminare all’istante – ha affermato Serraj – non vogliamo che la Libia sia terra di escalation o di guerra per procura».

A Instanbul Erdogan incontra Putin: prove d’intesa

Altro appuntamento importante è il bilaterale a Istanbul tra il presidente turco Erdogan e il russo Putin. Ufficialmente i due si sono trovati per inaugurare il lancio del gasdotto TürkStream, che porterà gas in Europa dalla Turchia, aggirando l’Ucraina. Un’opera iniziata nel 2017 e che costituirà una svolta nel mercato e nell’approvvigionamento energetico dell’Europa e nei Balcani (sembra infatti che siano attesi anche il presidente serbo Vucic e il premier bulgaro Borisov). Ma sul tavolo dell’incontro è presente soprattutto il dossier Libia.

Mosca, che sostiene di fatto il generale Khalifa Haftar, è tornata a ribadire la necessità di «un tempestivo cessate il fuoco». Nel frattempo, fonti vicine al Ministero degli Esteri e della Difesa russi riportano che Mosca e Ankara stanno considerando un potenziale accordo sulla regione libica. Quel che di fatto teme il governo italiano è lo scenario ricercato da Putin ed Erdogan: una divisione della Libia in sfere di influenza, mettendo in discussione l’unità della regione e diventando così i maggiori registi del conflitto libico.

La Libia potrebbe subire ingerenze dalla Russia, resasi già importante mediatore della questione siriana e vista dall’Arabia Saudita come possibile principale attore nella risoluzione del conflitto in Yemen. Da non dimenticare, poi, l’Egitto e gli Emirati Arabi Uniti che vedono in Mosca un appoggio in Libia.

Turchia invia soldati in Libia, Erdogan: «non combatteranno»

La Turchia ha inviato il primo contingente (35 soldati) a sostegno del governo di Fayez al-Sarraj. Erdogan, tuttavia, ha assicurato che i soldati «non combatteranno», ma avranno «un ruolo di coordinamento» a supporto di Tripoli. «In Libia esiste un governo legittimo riconosciuto dall’ONU – ha precisato il presidente turco – e noi andiamo a difendere quel governo aggredito da un golpista e i nostri interessi nazionali e di sicurezza della Turchia nel bacino del Mediterraneo e nel Nord Africa».

Preoccupazione in Egitto, Di Maio al Cairo: «Far rispettare embargo armi»

Anche l’Egitto è preoccupato per la presenza turca in Libia, che però è costretto ad adoperare il linguaggio della diplomazia: non ha gli strumenti per alzare la voce contro Erdogan. Oggi Di Maio è andato al Cairo e ha affermato: «Bisogna smetterla di vendere armi, fermare ogni interferenza esterna in Libia e soprattutto far rispettare un embargo complessivo via terra, via aerea e via mare nel Mediterraneo».

Erdogan notifica la presenza di 2500 mercenari russi in territorio libico: la Russia, seppur Putin abbia sempre smentito, da settimane sembra aver intensificato il proprio appoggio al generale Haftar e inviato i contractors della Wagner, organizzazione paramilitare russa che ha già partecipato a vari conflitti, tra i quali la guerra civile siriana dove è stata impegnata in sostegno di Assad e nel conflitto ucraino del Donbass dalla parte delle forze separatiste delle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk.

 

Carolina Zanoni

NATA NELLA GIORNATA MONDIALE DELLA LIBERTÀ DI STAMPA, NON AVREI POTUTO SCEGLIERE UNA STRADA DIVERSA. LAUREATA IN LETTERE ALL'UNIVERSITÀ DI VERONA, OGGI SONO GIORNALISTA PRATICANTE PER MASTERX IULM-MEDIASET. SONO APPASSIONATA DI POLITICA, ANCHE EUROPEA, SIN DA QUANDO HO 11 ANNI (PASSAVO I POMERIGGI AD ASCOLTARE I RACCONTI SU TANGENTOPOLI). HO COLLABORATO CON “TOTAL EU”, “ITALPRESS” E “DIRE” ALL'INTERNO DELLE ISTITUZIONI EUROPEE A BRUXELLES E A STRASBURGO. MI PIACE STAR DIETRO LE QUINTE, RACCONTARE CIÒ CHE VEDO E CAPIRE LE DINAMICHE DEL PIÙ INTRIGANTE SPETTACOLO (O CIRCO) DEL MONDO: LA POLITICA, ANCORA LEI.

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