Continua il ruolo di mina vagante di Roberto Vannacci, fondatore del partito “Futuro Nazionale”, negli ambienti della destra. Il nuovo scontro vede protagonisti l’ex generale e il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia. Tema della disputa a distanza il reato di femminicidio, criticato da Vannacci, che è entrato in vigore il 17 dicembre 2025 dopo l’approvazione del disegno di legge all’unanimità da parte dell’intero Parlamento.
Vannacci, femminicidio e polemiche
Ma andiamo con ordine. Tutto nasce dalle parole di Vannacci, rilasciate il 14 giugno in occasione del punto stampa per l’Assemblea costituente del suo partito: «Uomini e donne sono uguali, non c’è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole: non esiste il femminicidio». L’ex generale ha poi rafforzato i suoi concetti sia nel contesto del medesimo discorso – «Così come c’è la violenza sulle donne c’è quella sugli anziani e non c’è un anzianicidio» – sia qualche giorno dopo, quando ha dichiarato a Sky Tg 24 che se «accettiamo che un reato venga definito in base alla vittima, allora va introdotto l’immigraticidio».
Le frasi del leader di Futuro Nazionale hanno scatenato un’ondata di critiche da parte di tutto lo spettro della politica italiana. Michela Di Biase, del Partito Democratico, ha commentato dicendo che «solo dalla feccia possono originare le parole gravissime pronunciate da Vannacci». Condanne anche da parte di Angelo Bonelli (Avs), dalle senatrici di Italia Viva Daniela Sbrollini e Dafne Musolino, oltre alle dure reazioni di alcuni esponenti del centrodestra.
«La critica del leader di Futuro Nazionale è totalmente fuorviante» ha commentato Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e relatrice del ddl sulla violenza sessuale, aggiungendo «spero non ci sia nostalgia per il reato previsto fino al 1981», quando erano in vigore attenuanti per il delitto d’onore. Critiche sono piovute sul generale anche da parte di Francesca Caruso e Susanna Donatella Campione, di Fratelli d’Italia, e da membri di Forza Italia, fino alle parole della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che, interrogata dalla stampa, ha ribadito la sua posizione sull’aggravante del femminicidio, ricordando proprio l’approvazione del disegno di legge dello scorso 25 novembre.
Zaia-Vannacci: botta e risposta a distanza
Si arriva così alla reazione di Luca Zaia. Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto ha prima affidato i suoi pensieri ad un post su X: «Chi nega il femminicidio guardi negli occhi i figli delle vittime». Poi, il 3 luglio, ha definito in un’intervista rilasciata al Corriere uno «scivolone» le parole di Vannacci, specificando che «il femminicidio non è un’invenzione dell’era moderna, ma oggi c’è la consapevolezza che vada punito più severamente di altre fattispecie di omicidi».
In occasione di un incontro tenutosi a Treviso per promuovere le candidature di Futuro Nazionale alle amministrative del prossimo anno, in Veneto e non solo, Vannacci aveva lanciato una sfida proprio al leghista Zaia. «Mi piacerebbe organizzare presto a Treviso un confronto pubblico tra me e Zaia su due idee diverse di destra». Aspettando un’eventuale risposta da parte del Presidente del Consiglio regionale del Veneto, sembra che il confronto a distanza sia già iniziato.
Chi nega il femminicidio o cancellare questa parola lo dica davanti ai familiari delle vittime e ai loro figli. Il femminicidio esiste: è una realtà fatta di possesso, controllo e sopraffazione. Approvata la relazione dell’Osservatorio regionale sulla violenza contro le donne. pic.twitter.com/t7unz9QF51
— Luca Zaia (@zaiapresidente) July 1, 2026