Dimenticate tutte le competizioni sportive, la vera disciplina dell’estate italiana è lo scatto verso la vetrina, possibilmente quella con la percentuale di sconto più alta. I saldi estivi sono tornati e neppure il carovita sembra fermare la voglia di fare shopping degli italiani. Quest’anno l’appuntamento muoverà un giro d’affari complessivo stimato in 3,2 miliardi di euro, grazie a un periodo di ribassi che, a seconda delle singole regioni, durerà tra i 45 e i 60 giorni. A confermare questo ritrovato entusiasmo sono i dati di Confesercenti, secondo cui sette italiani su dieci si dicono già pronti all’acquisto.
Acquisti mirati e budget ridotti
Inquadrare i saldi di quest’anno sembra più difficile del previsto. Se da un lato l’evento resta fondamentale per i negozi di abbigliamento, arrivando a pesare per il 25-30% del loro fatturato annuo, dall’altro le famiglie devono fare i conti con bollette e prezzi elevati. La spesa media familiare, infatti, oscilla tra i 150 e i 201 euro. Con una novità: gli uomini sembrano pronti a spendere più delle donne, con una media di 225 euro contro 196 euro. Tuttavia, la parola d’ordine è prudenza. Il 28% degli intervistati ha ridotto il proprio budget rispetto all’anno scorso a causa dell’inflazione, trasformando lo shopping compulsivo in un acquisto mirato, spesso rimandato apposta per attendere il ribasso.
La mappa della spesa non è però uniforme lungo la penisola. Secondo le rilevazioni Ipsos per Confesercenti, il Nord-Ovest guida la classifica con una previsione di 247 euro pro capite, mentre al Sud la cifra scende a 181 euro. Anche l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori (O.N.F.) conferma questa cautela, stimando nelle città di Roma, Milano e Napoli una spesa media per famiglia di circa 149,9 euro. Se da un lato l’inflazione spinge molti a limitare gli extra, a mantenere stabile il termometro dei saldi è il volume di acquisti dei turisti stranieri, che puntano sui marchi d’eccellenza e sui prodotti di lusso.
L’ombra digitale dello sconto perenne
Il fascino dei saldi tradizionali subisce la concorrenza spietata dell’e-commerce, un mercato che l’anno scorso è cresciuto del 6%, arrivando a toccare i 40,1 miliardi di euro. Oggi i saldi canonici sono percepiti da molti come uno strumento «quasi obsoleto», come dichiara il Codacons. E aggiunge: «Sono uno strumento del tutto superato dalle opportunità offerte dal commercio moderno e da un mercato che è sempre più digitale, e per questo andrebbero aboliti definitivamente, liberalizzando il settore». Tra offerte sui social media e promozioni online attive tutto l’anno, infatti, non si attende più l’inizio della stagione degli sconti. Una tendenza diffusa soprattutto tra i giovani. Secondo la rilevazione Fismo-Ipsos, quasi la metà degli under 35 (il 48%) preferisce giocare d’anticipo, acquistando durante i pre-saldi o le vendite private online.
Interessante è la scelta degli acquisti. Molti consumatori guardano oltre l’estate e approfittano degli sconti per fare scelte più consapevoli, in vista del rientro in ufficio a settembre. Si acquistano ora, a metà prezzo, capi eleganti e versatili come pantaloni lunghi e jeans dritti, ma anche camice strutturate e blazer.
Shopping trasparente e diritti dei consumatori
Perché l’affare sia reale, però, non basta uno scontrino, serve trasparenza. Oggi il cartellino deve parlare chiaro, esponendo obbligatoriamente il prezzo più basso applicato negli ultimi 30 giorni, oltre alla percentuale di sconto e il prezzo finale. Questa norma è fondamentale per evitare i “finti sconti” dell’ultimo minuto. E se il capo acquistato si rivela difettoso? La garanzia legale di conformità dura due anni anche sui prodotti in saldo. Il negoziante è obbligato per legge a riparare, sostituire o rimborsare l’articolo. Ma è fondamentale conservare lo scontrino. Diverso, invece, è il discorso del cambio per semplice ripensamento, per un errore nella scelta della taglia o del colore su un capo integro. Nei negozi fisici rimane a discrezione del commerciante.