“Si accenderà la musica e il più grande giorno ti regalerò” e l’ha fatto per davvero Sal Da Vinci, trionfando alla 76esima edizione del Festival di Sanremo. Una vittoria in verità già chiacchierata da giorni per la popolarità acquisita dall’artista prima della finale. Si pensava all’impatto al televoto, perché la canzone si è da subito dimostrata un meme destinata a diventare virale e a far cantare tutti. In realtà ad essere decisivo non è stato il voto da casa (23,6%), che invece ha premiato Sayf (26,4%, e un incredibile secondo posto) ma quelli della giuria della salta stampa web radio e tv.
Il cantante napoletano era infatti uno dei grandi favoriti di questa edizione, anche in ottica Eurovision Song Contest a cui ha già confermato la sua partecipazione.
CHI È SAL DA VINCI
Un napoletano nato a New York, all’anagrafe Salvatore Michael Sorrentino. Sal è figlio d’arte: suo papà, Mario Da Vinci, una leggenda della sceneggiata napoletana. Ha debuttato praticamente da bambino, recitando e cantando al fianco del padre e diventando una “piccola stella” del genere. La sua evoluzione artistica lo ha portato a spaziare tra musica pop, teatro musicale e televisione: nel 2009 ha conquistato il grande pubblico nazionale classificandosi al 3° posto al Festival di Sanremo con il brano Non riesco a farti innamorare. È stato il protagonista assoluto di “C’era una volta… Scugnizzi”, il musical di Claudio Mattone che ha segnato un’epoca nel teatro italiano, portando la realtà dei ragazzi di strada napoletani sotto i riflettori con dignità e potenza. La sua voce è caratterizzata da un’estensione notevole e da un timbro che mescola la melodia classica napoletana con arrangiamenti pop moderni.
LA PRESENZA AL FESTIVAL
Sal Da Vinci si è presentato subito come uno dei favoriti di questa edizione, reduce dal successo ottenuto per buona parte del 2025 con la hit Rossetto e Caffè scritta con Luca Barbato e Vincenzo D’Agostino e certificato doppio disco di platino. Una canzone che lo aveva portato anche lo scorso anno all’Ariston in duetto con i The Kolors che l’avevano scelto per la serata delle cover e classificandosi al decimo posto.
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Con la sua Per sempre sì, l’effetto-meme è stato quasi obbligatorio. C’è chi ha detto che diventerà la prossima sigla del Castello delle Cerimonie (il programma di Real Time che racconta lo sfarzo e l’eccesso dei matrimoni partenopei), ma anche che sarà la colonna sonora dei matrimoni per i prossimi anni. E poi tutta la narrazione che è stata fatta attorno al brano. Dall’apecar customizzata e riempita di fiori che ha girato Sanremo in lungo e in largo con la canzone a massimo volume, al flash mob organizzato – non a caso – davanti ad una chiesa dove Sal si è esibito distribuendo rose e bomboniere.