Manchester City, ufficiale la firma di Erling Haaland

Haaland

Erling Braut Haaland è il nuovo centravanti del Manchester City. La squadra inglese allenata da Pep Guardiola ha messo nero su bianco il contratto con il norvegese nella mattinata del 13 giugno. Al Borussia Dortmund, ex club dell’attaccante, vanno 60 milioni di euro. Al ragazzo uno stipendio da 30 milioni netti all’anno per 5 anni.

I NUMERI DI HAALAND

Nonostante una carriera ancora agli albori (è un classe 2000) Haaland ha già collezionato cifre spaventose in termini di reti realizzate: al Salisburgo 27 presenze e 29 reti, al Borussia Dortmund 89 presenze e 86 reti. Il dettaglio dei gol in nelle coppe continentali è ancora più strabiliante, 25 presenze e 27 reti. Con la Norvegia ha messo dentro 20 gol in 21 partite. In carriera complessivamente ha realizzato 209 reti in 270 partite (comprese le esperienze al Molde e al Bryne) alla media di 0.77 per match. Lionel Messi, uno dei più grandi di sempre, ha la stessa identica media gol  ma a 22 anni aveva segnato “appena” 71 gol.

LE CARATTERISTICHE DEL NORVEGESE

Ha una struttura muscolare poderosa, 194 centimetri per 94 chilogrammi. Haaland nonostante le dimensioni fisiche ciclopiche è definito universalmente un prodigio atletico assoluto: nel 2021 ha battuto il record della velocità di punta per un calciatore in Bundesliga, raggiungendo i 36.04 chilometri orari. Per dare una idea, Cristiano Ronaldo che è un calciatore molto più piccolo e leggero fisicamente di Haaland ha raggiunto al massimo i 38 chilometri orari. Alle qualità atletiche unisce un tiro potentissimo con il suo mancino, una grande abilità tecnica nel controllo di palla e ottime doti nel passaggio. Non è un calciatore particolarmente elegante, ma è funzionale e comunque molto coordinato.

L’INSERIMENTO NEL GIOCO DI GUARDIOLA

Il dubbio principale sull’inserimento del norvegese è basato sul fatto che Guardiola ha sempre rifiutato, nella sua esperienza al City, di inserire una punta fisica nel suo schieramento. Ha ruotato numerosi calciatori in quello spazio di campo, dalle più disparate caratteristiche: De Bruyne, Gabriel Jesus, Ferran Torres, Phil Foden, Riyad Mahrez. Tutti giocatori mobili e capaci di dialogare, ma mai veri e propri centravanti. L’ultimo utilizzato da Pep, con grandi risultati, fu Robert Lewandowski ai tempi del Bayern Monaco. Il Manchester City utilizza uno schema basato sul possesso palla continuo e sulle rapide triangolazioni e inserimenti di ogni calciatore, lasciando lo spazio libero al centro dell’attacco per i vari ingressi a tutta velocità di esterni centrocampisti e terzini. Una idea di gioco che ha funzionato pienamente in Premier League, con quattro vittorie in sei anni, ma meno in Champions League dove il massimo risultato è stata la finale del 2021 persa contro il Chelsea. Haaland quindi andrà a creare una pesante variazione sul tema del City, inserendo chili e centimetri in un impianto di gioco rapido e dagli scambi strettissimi e tecnici. Funzionerà? A dirlo sarà la stagione 2022/2023, quando il City sarà ancora ai nastri di partenza come favorito per ogni trofeo.

Umberto Maria Porreca

Sono volato dalla più profonda costa Abruzzese a Milano col sogno del giornalismo sportivo nel cassetto e poche certezze nelle tasche e nella testa. Mio padre mi voleva ingegnere, ma la matematica non sarà mai il mio mestiere. Amante della musica italiana e del buon cibo da ovunque esso provenga, ho scritto per due anni per il settimanale di calcio giovanile lombardo/piemontese Sprint&Sport e ho collaborato con The Shot, testata di basket. Lo sport (parlato, non praticato) è il mio pane e la mia vita è stata profondamente influenzata da Andriy Shevchenko. Inseguo il mio sogno sulle note di Fabrizio De Andrè.

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