In vista delle Olimpiadi di Milano Cortina, a Livigno (SO) – dove si svolgeranno le gare di freestyle e snowboard della XXV edizione dei Giochi – le autorità hanno spostato numerose marmotte nell’ambito del cosiddetto “Piano marmotte”. Gli interventi salvaguardano gli animali e puntano a ridurre i rischi per la stabilità del terreno e delle infrastrutture sciistiche. Scavando tane e cunicoli, infatti, questi roditori possono provocare voragini e indebolire le fondamenta degli impianti, creando potenziali pericoli. I responsabili del progetto hanno ricollocato gli animali in aree idonee alla loro sopravvivenza e i volontari coinvolti hanno cercato di mantenere intatti i branchi e i nuclei familiari.ambient
IL CASO DI LIVIGNO
«Livigno avrà un ruolo strategico in vista delle Olimpiadi invernali ed è fondamentale garantire la sicurezza delle infrastrutture sportive e la stabilità del terreno», spiegano gli esperti. Per questo motivo le istituzioni hanno deciso di portare il piano a pieno regime.
La marmotta, mascotte delle Alpi amata da grandi e piccoli per il suo aspetto buffo e il fischio che risuona nelle valli dell’arco alpino, riscuote però un consenso decisamente minore tra costruttori e gestori degli impianti di risalita.
Gianluca Cristini, dirigente del settore Agricoltura, Ambiente, Caccia e Pesca, ha spiegato che nel 2025, nell’area del Piccolo Tibet, gli operatori hanno catturato e ricollocato oltre cento esemplari. «L’obiettivo è duplice – dichiara –: da un lato contenere una densità eccessiva che crea problemi sempre più rilevanti, dall’altro intervenire in modo etico e scientificamente corretto, senza ricorrere all’abbattimento degli animali, come accade ad esempio in Svizzera». Proprio a causa della possibilità di caccia, la Confederazione elvetica non potrà però diventare la destinazione finale delle marmotte livignasche.

IL “PIANO MARMOTTE”
Progetto di gestione sostenibile della fauna selvatica, il Piano marmotte opera in diverse zone alpine: in passato ha interessato la Valcamonica e l’Alto Garda, mentre oggi coinvolge la Val Fontana e l’alta Valtellina, compresa l’area di Livigno.
L’iniziativa mira a controllare la popolazione di marmotte che, scavando tane, danneggia pascoli e terreni agricoli e può compromettere la stabilità degli impianti di risalita sciistica. Attraverso la cattura e il trasferimento degli esemplari, nel rispetto del benessere animale e con l’obiettivo di mantenere un equilibrio ecologico e territoriale, il progetto opera dal 2021.

Il trasferimento degli animali coinvolge la comunità locale, con la partecipazione di volontari autorizzati, agricoltori e operatori della protezione animale, sotto la supervisione della polizia locale. Gli enti competenti hanno formato gli operatori attraverso corsi specifici sull’utilizzo corretto delle trappole, sia per aumentarne l’efficacia sia per evitare danni alla salute dei roditori, seguendo procedure rigorose.
Una volta catturati, i veterinari dell’ATS visitano gli animali per escludere la presenza di patologie trasmissibili all’uomo, applicano il microchip e infine li trasferiscono in aree idonee, dove la specie era scomparsa o non crea particolari criticità, garantendo così la salute e il corretto mantenimento.
Il piano, di durata triennale, prevede la prosecuzione delle attività anche per tutto il 2026 e il 2027, con un monitoraggio costante degli effetti dei trasferimenti a distanza di tempo per verificare il corretto ambientamento degli esemplari nel nuovo habitat. Parallelamente, nel 2025 la Provincia ha portato avanti interventi di controllo faunistico anche sul cervo nell’area di Arcoglio, dove l’elevata presenza di ungulati ha provocato danni alle coltivazioni e aumentato il rischio di incidenti stradali. Le autorità hanno giudicato positivi i risultati e il programma continuerà anche nei prossimi due anni.