15 minuti sono solitamente il tempo di una ricreazione a scuola, ma Kid Yugi li ha impiegati per vendere tutti i biglietti del suo concerto all’Unipol Forum di Assago. Gli è bastata invece una sola settimana per certificare il suo album fresco di rilascio, “Anche gli eroi muoiono”, come disco di platino, superando la soglia delle 50mila copie. Un tempo record per dei traguardi che la FIMI (la federazione che si occupa delle stime di vendita dell’industria musicale) continua ad alzare a causa dello streaming e che molti artisti affermati oggi non riescono a raggiungere nemmeno dopo mesi.
CHI È KID YUGI
Nome d’arte di Francesco Stasi, Kid Yugi, classe 2001, è originario della provincia di Taranto. Ha iniziato a rappare durante gli anni del liceo, tra il 2018 e il 2021, muovendo i primi passi con brani online e progetti indipendenti che hanno attirato rapidamente l’attenzione dell’underground. La sua scrittura è cruda e introspettiva ma segnata anche da una tecnica e ricca di riferimenti letterari e personali.

Il salto di popolarità è arrivato con i primi singoli virali e con l’album The Globe (2022), che ha consolidato la sua reputazione tra gli addetti ai lavori. La consacrazione commerciale è giunta però con I nomi del diavolo (2024), lavoro che ha sancito il suo ingresso stabile nel mainstream italiano grazie a numeri di streaming elevati. Oggi è considerato uno degli artisti più promettenti del rap italiano contemporaneo: la sua musica, pur contenendo contenuti espliciti, rimane fortemente identitaria e fedele a sé stessa, costellando “Anche gli eroi muoiono” di citazioni storiche, musicali e cinematografiche.
RECORD SU RECORD
Terzo album in studio del rapper, pubblicato il 30 gennaio 2026, il disco ha subito raggiunto la vetta della classifica FIMI superando le 67.000 copie vendute nei primi sette giorni. Questo risultato gli ha permesso di conquistare il record per il disco più venduto di sempre nella settimana di debutto nell’era digitale (il periodo che comprende gli ultimi 12 anni). L’album è stato anticipato dai singoli “Berserker” e “Push it” (in collaborazione con Anna), mentre il terzo singolo, “Eroina”, è uscito in concomitanza con il progetto completo.
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In un mercato in cui si vendono sempre meno copie fisiche, la Top 50 di Spotify ha giocato un ruolo fondamentale: la classifica è stata letteralmente “intasata” da tutte le 16 tracce del disco per un’intera settimana, resistendo persino all’ondata globale di Bad Bunny post-Super Bowl.
Parallelamente corre il successo del tour. Dopo l’apertura delle vendite giovedì 12 febbraio, Yugi ha annunciato in poche ore il sold out al Forum di Assago, al Palazzo dello Sport di Roma e al Palaflorio di Bari. Secondo i commenti sui social, i biglietti per Milano sarebbero letteralmente evaporati in una manciata di minuti, spingendo il rapper ad annunciare nuove date che, mappe alla mano, sono destinate al tutto esaurito fra poco, pochissimo tempo.
LA TENDENZA: PROFILO DI CHI VENDE DI PIÙ?
Un sold out così rapido non è comune, e vendere 67.000 copie in una settimana è un vero e proprio miracolo commerciale. Con i nuovi parametri FIMI (oro a 25.000 e platino a 50.000 per gli album; oro a 100.000 e platino a 200.000 per i singoli), certificare i propri prodotti non è più scontato e sono molti gli artisti affermati, pop, rock ma anche rap che faticano a raggiungere gli ambiti riconoscimenti di vendita.

Anche dal punto di vista dei concerti, oggi c’è chi ha troppo e chi poco (o niente). Se Kid Yugi e Sfera Ebbasta riempiono palazzetti o addirittura stadi in un battito di ciglia – con star internazionali come Lady Gaga o Bruno Mars che generano code virtuali infinite – c’è chi, pur essendo nell’Olimpo della musica, fatica a piazzare i biglietti. È il caso chiacchieratissimo di Elodie la scorsa estate, con le indiscrezioni sui biglietti “svenduti” a pochi euro per coprire i vuoti a San Siro, o di Gazzelle, che ha faticato a riempire i “templi” della musica italiana portando molti a chiedersi se certi artisti non stiano rischiando il passo più lungo della gamba.
Ma non sono gli unici. Guardando ai numeri di oggi, salta all’occhio Fedez: per il suo speciale appuntamento al Forum di Assago del 25 settembre 2026 — quello che dovrebbe essere “casa sua” — il tutto esaurito sembra ancora lontano nonostante l’annuncio risalga a oltre due mesi fa. Il tempo per vendere c’è, forse aiutato da una futura partecipazione a Sanremo.

LA BOLLA DEI CONCERTI
Il fenomeno però sembra un problema di saturazione del mercato: troppi live si scontrano con un potere d’acquisto in picchiata e biglietti che hanno subito rincari fino al 400%. I risultati sono evidenti: Rkomi ha visto cancellare il suo Summer Tour 2025 ufficialmente per “motivi organizzativi”, così come Bresh, che ha dovuto annullare le date estive del tour “Marea” per i troppi problemi logistici e rempi stretti. Anche i The Kolors, reduci dal successo globale di Italodisco, hanno dovuto ridimensionare i piani, spostando le date dai palazzetti a location più piccole come anfiteatri e ville. Perfino nomi della scena trap/rap come Tony Effe, nonostante il successo dell’album Icon, faticano a riempire il Circo Massimo, e icone storiche come i CCCP hanno dovuto spostare la data romana in una location più contenuta per la scarsa prevendita.
Se avere milioni di ascoltatori su Spotify non garantisce più la capacità di spostare le persone fisicamente verso un palco alcuni casi – come quello di Kid Yugi – ne sono inevitabilmente una smentita.