Ecco Piracy Shield, la piattaforma contro lo streaming illegale

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Da giovedì 1 febbraio è ufficialmente attiva Piracy Shield. La piattaforma italiana anti-pirateria entra in funzione con un ritardo di 40 giorni rispetto al previsto. Rimane comunque un grande traguardo per chi, come la Lega Serie A, calcola di perdere centinaia di milioni di euro all’anno a causa della pirateria.

Come funziona Piracy Shield?

Il nuovo servizio tecnologico ha l’obiettivo di bloccare le Iptv abusive sul web. Con Iptv si intende Internet Protocol television, cioè la trasmissione di contenuti televisivi attraverso la rete Internet. In poche parole va ad agire sui cosiddetti ‘siti streaming’, che senza autorizzazione rendono accessibili a chiunque abbia connessione numerosi eventi sportivi in diretta.

Piracy Shield ha il potere di agire su tutti quei siti che non sono registrati presso il servizio. Tutti i provider autorizzati alla diffusione video (da Sky a Dazn fino ad Amazon Video) hanno infatti dovuto intraprendere un percorso di accreditamento tramite la compilazione di moduli e l’accesso alla piattaforma stessa. Un processo lungo che ha causato il rinvio dell’attivazione, prima prevista per dicembre 2023. Una volta completato il login, Agcom (l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) condivide con i provider un indirizzo di accesso, connesso a uno spazio cloud gestito da Microsoft Azure. Grazie a questo indirizzo la connessione sarà schermata tramite Vpn (Virtual private network), una rete che crea un tunnel protetto tra il cliente e il server.

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Un’immagine di sensibilizzazione riguardo ai danni della pirateria, diffusa negli anni passati dalla Lega Serie A.

Prima di ottenere le credenziali, ogni azienda accreditata ha dovuto certificarsi come titolare dei diritti di trasmissione tramite un rappresentante legale. L’accesso a Piracy Shield è un enorme vantaggio per le piattaforme streaming. Gli operatori avranno un filo di comunicazione diretto con il Garante, che riceverà segnalazioni di infrazioni e applicherà – entro mezz’ora e se opportuno – i blocchi. Un’operazione alquanto complessa, possibile solo grazie alla collaborazioni di giganti tecnologici (Google e Microsoft). Ma anche di circa 1.800 Isp (Internet Service Provider), cioè quelle organizzazioni che forniscono l’accesso alla rete.

Come si attiva il servizio?

Piracy Shield risponde agli input degli operatori autorizzati dall’Agcom. Rimane, almeno per ora, un servizio ancorato strettamente al lavoro umano. Veri e propri team di tecnici avranno l’onere di individuare siti sospetti e segnalarli. Caso per caso. Con un focus particolare per quegli eventi sportivi che non si estendono per periodi di tempo eccessivi. In questi casi l’individuazione di infrazioni dovrà essere il più veloce possibile.

Una volta che gli operatori hanno individuato un sito illegale, accedono a Piracy Shield e caricano gli indirizzi Ip dei siti in questione allegando prove della loro attività. La segnalazione viene registrata dai sistemi degli Isp, che così possono così oscurare il sito. L’utente verrà indirizzato verso una pagina fornita da Agcom. Agcom dovrà poi condividere con le Procure i dati riguardo ai contenuti diffusi, per avviare i procedimenti di individuazione dei responsabili e di chi ne fa uso.

Le pene sempre più aspre

Il reato di pirateria è stato posto sotto la lente di ingrandimento nell’ultimo periodo. In Italia soprattutto, che in questo campo ha una delle legislazioni più sviluppate. La pena per i provider illegali comporta la reclusione da uno a quattro anni e una multa da 2.500 a 15mila euro.

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Il presidente di Lega Serie A Lorenzo Casini

Una boccata di aria fresca per la Lega Serie A. Secondo le ultime stime, ogni anno si accumulano danni per oltre 300 milioni di euro a causa dello streaming illecito. Una perdita che non infligge solo sul bilancio dei provider, ma anche sugli stessi club che si dividono ogni anno parte degli introiti derivanti dai diritti tv.  Uno studio di Ipsos ha rivelato che tra 2021 e 2022 la pirateria è cresciuta del 9% (+26% nello sport). Per un totale di 345 milioni di contenuti.

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