È morto il boss mafioso di Cosa Nostra Benedetto Santapaola, detto Nitto, ritenuto uno dei mandanti della strage di Capaci, dove ha perso la vita anche il magistrato Giovanni Falcone. Nato nel 1938 a Catania, Santapaola aveva 87 anni quando è morto martedì 3 marzo nel carcere di Opera a Milano, dove scontava l’ergastolo in regime 41bis (carcere duro).
Sopranominato il Cacciatore
Detto anche il cacciatore (per la sua passione per la caccia), Santapaola è stato considerato uno dei principali capi di Cosa Nostra a partire dagli anni Settanta, nonché uno dei più sanguinari boss mafiosi siciliani. Per anni è stato a lungo il leader del clan Santapaola-Ercolano, influente nel territorio della sua città natale.
Oltre alla strage di Capaci del 23 maggio 1992, dove morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta, il nome Santapaola comprare su diverse stragi e omicidi. La sua cosca si rende protagonista di violente e sanguinose faide mafiose, come quelle che i suoi uomini contrapposero negli anni ’80 al boss rivale Alfio Ferlito e all’inizio degli anni ’90 ai clan dei Cursoti, Cappello e Pillera. Quest’ultima in due anni provocò 220 omicidi a Catania e provincia. È suo anche il mandato dell’omicidio del giornalista Giuseppe Fava nel 1984 a Catania.
Nella guerra di mafia Santapaola poteva contare sull’appoggio della cosca che i boss Malpassotu e Giuseppe Pulvirenti guidavano. Quest’ultimo, dopo la cattura, si pentirà accusando il cacciatore di diversi omicidi. Tra le sue alleanze, inoltre, figura quella con i corleonesi di Totò Riina, il quale ha ricevuto il sostegno nella strategia degli attentati, ma non in quella degli omicidi “eccellenti” a Catania. Il motivo di questo suo rifiuto è stato per evitare l’interesse dello Stato nella sua area di influenza criminale.
Dopo un periodo di latitanza, le autorità hanno arrestato Nitto Santapaola il 18 maggio 1993 nelle campagne del Calatino, in compagnia di sua moglie Carmela Minniti. Il “pentito” Giuseppe Farone ha poi ucciso quest’ultima il 1° settembre 1995 con 5 colpi di pistola. L’ex affiliato del clan ha spiegato dopo che il motivo del suo gesto è stato per vendetta.