Acqui Terme, l’assessora creata con l’intelligenza artificiale entra in giunta

Una delega all’Umanizzazione affidata a chi, per definizione, umana non è. Succede ad Acqui Terme, centro di circa 20 mila abitanti in provincia di Alessandria, dove un’assessora creata con l’intelligenza artificiale sta per fare il suo debutto in giunta, per un esperimento politico tra futuro e distopia. Eva Statiella, così è stata battezzata, non avrà un ufficio fisico né potrà ricevere i cittadini di persona perché – appunto – non esiste in carne e ossa.

La decisione del sindaco

L’iniziativa porta la firma del sindaco Danilo Rapetti, cinquantacinque anni, in carica dal 2022 e con una lunga militanza nel centrodestra alle spalle. “Eva” riceverà una delega paradossale, quella all’Umanizzazione, affiancata a quelle per l’intelligenza artificiale e la transizione digitale.

Il sindaco di Acqui Terme, Danilo Rapetti

Il rimpasto di giunta – che in rete ha sollevato più di un sopracciglio – non è solo una strategia di marketing territoriale azzardata, ma un test per valutare l’ingresso delle entità artificiali nei processi pubblici. L’obiettivo, come rassicura il primo cittadino, è «comprendere meglio cosa potrà succedere quando queste entità avranno concretamente una parte attiva e decisionale». Dal punto di vista pratico, resta da chiarire come l’assessora virtuale potrà formalizzare provvedimenti e partecipare ai dibattiti insieme ai colleghi.

Non solo Eva

Tra le idee del sindaco Rapetti vi è anche quella di trasformare Acqui Terme in un “Comune agentico”. E quindi di affidare ai computer, in poche parole, la burocrazia più noiosa, liberando i dipendenti da scartoffie definite «lunghe e senza costrutto». Il traguardo dichiarato è recuperare tempo da dedicare alla formazione e all’ascolto dei cittadini, con la garanzia che questa automazione non porterà ad alcun licenziamento.

Il centro di Acqui Terme in provincia di Alessandria

Oltre all’assessora virtuale, il sindaco vorrebbe anche replicare una copia digitale di sé stesso da dare in pasto ai cittadini: una sorta di “sindaco avatar” che risponderà sui canali social a turisti e residenti in merito a uffici, necessità e proposte per la città.

Il caso simile in Albania

Esiste un precedente geograficamente vicino che risale a settembre 2025, quando in Albania il Primo Ministro Edi Rama ha inserito formalmente nella struttura di governo Diella, un’assistente virtuale dotata di avatar. A differenza di Eva, a Diella era stato affidata la delega agli appalti pubblici, un compito iper-tecnico e di vigilanza per contrastare la corruzione.

In Albania, lo scontro costituzionale su Diella è sfociato in una battaglia tra innovazione e diritto. A guidare l’offensiva legale contro la “ministra virtuale” è il Partito democratico albanese. Per i detrattori, delegare compiti pubblici a un software significa affidarsi a un meccanismo che, per sua natura, non può assumersi la responsabilità legale delle proprie scelte, un compito che la Costituzione riserva esclusivamente alle persone fisiche. Ora spetta ai giudici stabilire se un ministro fatto di bit sia compatibile con la carta fondamentale del Paese o se la politica debba restare un affare solo umano.

Riccardo Severino

Ho collaborato con la trasmissione Fuori Dal Coro, dove ho lavorato a inchieste su sanità, cronaca, criminalità e frodi. Mi occupo anche di attualità, politica e costume e ho una grande passione per il cinema e per la musica. Uno dei miei film preferiti? Monster di Hirokazu Kore'eda. Canzone del cuore? Samson di Regina Spektor

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