LO STUDIO

Cocaina e chetamina nelle acque reflue di molte città italiane

Le acque reflue che scorrono sotto le città possono rivelare i segreti oscuri di chi ci abita. Analizzando ciò che finisce negli scarichi, è possibile mappare con una certa precisione i consumi dei cittadini, e fra questi anche l’utilizzo di sostanze stupefacenti. I dati più recenti mostrano in Italia un aumento di cocaina e droghe sintetiche a fronte di una flessione nel consumo di cannabis. Milano e Bolzano sono le città italiane di riferimento in uno studio europeo che mette a confronto 115 città, utilizzando i campioni delle acque per monitorare quotidianamente ciò che viene smaltito dalla popolazione.

A Bolzano, sorprendentemente, si registra un consumo pro capite di cocaina superiore a quello di Milano, con oltre 500 mg al giorno ogni mille abitanti. Le droghe sintetiche, come ketamina e metanfetamine, circolano invece con maggiore intensità nelle notti milanesi. Si tratta di un dato in linea con le altre metropoli europee, che vede un’impennata nell’uso di sostanze soprattutto durante il weekend. Gli esperti indicano che la sostanza con la crescita più marcata nel fine settimana è l’ecstasy (MDMA), seguita dalla ketamina e dalla cocaina.

IL CAMPIONE

La ricerca ha raccolto informazioni su circa 72 milioni di persone in tutta Europa. Secondo gli esperti, nonostante i prezzi e la diffusione, l’Italia registra complessivamente un consumo di droghe ridotto rispetto ad altri paesi europei presi in esame. Tuttavia, la mappa della cocaina mostra un tasso di crescita preoccupante, specialmente se confrontato con i trend dei paesi dell’Europa nord-orientale.

Il grafico mostra l'andamento dell'utilizzo di droghe in microgrammi su andamento temporale
Il grafico mostra l’andamento dell’utilizzo di droghe in microgrammi su andamento temporale

La raccolta dei dati avviene durante una “settimana canonica”, priva di eventi eccezionali (come festività o grandi festival), per ottenere un quadro il più rappresentativo possibile della quotidianità. Si evita accuratamente il periodo di forti piogge, poiché un eccesso di acqua piovana diluirebbe la concentrazione delle sostanze falsando i risultati. Sara Castiglioni, responsabile del laboratorio di Indicatori Epidemiologici Ambientali del Mario Negri, sottolinea come questi dati vengano poi integrati con quelli medici, clinici e tossicologici, oltre ai questionari e ai sistemi di allerta precoce. Questo approccio continuativo permetterebbe di intercettare tempestivamente le nuove sostanze sul mercato o i cambiamenti nelle abitudini di consumo e così provare ad agire di conseguenza.

I DATI RACCOLTI

Il segnale più forte emerso dalle analisi è l’aumento della concentrazione di “droghe pesanti” come cocaina ed MDMA, a scapito di una diminuzione della cannabis, storicamente classificata come droga leggera. L’MDMA continua la sua ascesa iniziata nel periodo post-Covid, con Amsterdam che si conferma la capitale europea indiscussa di questa sostanza. Proprio questa droga, al contrario, mostra un calo dopo anni di sostanziale stabilità. A livello europeo però, i trend rimangono molto variabili e non mostrano ancora una direzione comune univoca. Interessante notare che le tracce di cannabis non subiscono variazioni nel weekend, risultando distribuite equamente lungo tutta la settimana. Mentre le altre droghe si. Poche le variazioni che si registrano invece per anfetamina e metamfetamina che restano meno diffuse in Italia rispetto ai Paesi del Nord Europa.

Nelle acque reflue aumenta la concentrazione di droghe pesanti mentre la cannabis diminuisce

La ketamina, utilizzata sia come sostanza ricreativa che in ambito medico, mostra una crescita costante. Nel 2025 (secondo le proiezioni basate sui dati del biennio precedente), i microgrammi rilevati al giorno ogni mille persone sono saliti a 26,8, contro i 24,92 del 2024. Il picco massimo della concentrazione viene rilevato regolarmente nella giornata di sabato: un dato che indica una probabile associazione a un utilizzo non sanitario ma di tipo voluttuario. Anche la concentrazione di cocaina subisce un’impennata nel fine settimana, arrivando a medie di 424 milligrammi al giorno ogni mille abitanti nelle aree monitorate.

IL RAPPORTO CON IL RESTO D’EUROPA

Nonostante l’aumento dei consumi interni, l’Italia mantiene una posizione intermedia nel panorama europeo. Se città come Anversa e Amsterdam guidano le classifiche per cocaina e droghe sintetiche, l’Italia vede una diffusione più “parcellizzata”, con Bolzano che si distingue per la purezza e la quantità di cocaina e Milano per la varietà di droghe sintetiche legate alla vita notturna. Il confronto europeo delle 115 città prese in esame resta fondamentale per capire sia le abitudini di consumo ma anche come le rotte del narcotraffico stiano cambiando, spostando l’asse del consumo verso est e verso il nord della continente.

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