“Siamo tutti Nicola Gratteri”, a Milano in centinaia contro l’Ndrangheta

«Gratteri non si tocca» urla compatta Milano. Una scorta civile di associazioni e cittadini, con bandiere e striscioni, alle 19 ha riempito Piazza Duca d’Aosta per la manifestazione #MaiPiùStragi rivolta a tutti coloro che rischiano la vita a causa delle mafie, ma soprattutto a sostegno di Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro. A inizio maggio, infatti, l’Fbi ha inviato un’informativa ai servizi segreti italiani con un’intercettazione sull’ennesimo progetto di attentato ai danni del magistrato, da consumarsi lungo il tragitto che collega la sua abitazione all’ufficio.

Milano in piazza contro l’Ndrangheta

La scelta di Milano non è casuale. Serve a ricordare che l’Ndrangheta è un problema nazionale, non solo calabrese. Una manifestazione che vuole ribadire che non c’è spazio per chi vuole infiltrarsi nell’economia milanese, anche alla luce dei finanziamenti per i Giochi Olimpici del 2026. Lo ha detto Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia, presente sul palco: «Bisogna far capire che la prima emergenza democratica del Paese è il mancato contrasto alle organizzazioni criminali e soprattutto quelle mafiose. Proprio a Milano è concentrata la ricchezza dell’Ndrangheta, che crede di poter comprare tutto con il proprio denaro».

Foto di Carlotta Bocchi

Un presidio organizzato da oltre 150 associazioni, per evitare di commettere gli stessi errori del passato, come ha spiegato Monica Forte, presidente della Commissione antimafia della regione Lombardia: «Oggi non dobbiamo isolare chi fa il proprio dovere. Questa presenza, così numerosa, dimostra che esiste un corpo sociale solido che non intende arretrare. Tuttavia questa forza, montata dal basso, non ha ancora centrato fino in fondo l’obiettivo di richiamare le istituzioni ad una grande responsabilità, cioè affiancare le sue donne e i suoi uomini migliori nella lotta contro le mafie».

La doppia faccia della Lombardia
Foto di Carlotta Bocchi

La presenza più significativa è stata quella di Alessandra Dolci, procuratore aggiunto e coordinatrice della Direzione distrettuale antimafia. Ha ricordato il suo lavoro insieme al Procuratore durante l’inchiesta Infinito-Crimine con i colleghi Boccassini, Pignatone e Prestipino nel 2010, ma ha anche evidenziato il sostegno popolare dei cittadini lombardi: «Da un lato c’è una Lombardia colonizzata dalla ‘Ndrangheta, ma dall’altra ci sono movimenti antimafia che sono presenti e crescono sempre di più. Grazie a loro e grazie a magistrati come Nicola vinceremo».

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