SI È SPENTO A 76 ANNI CARLO PETRINI. L’UOMO CHE HA CAMBIATO IL MODO DI MANGIARE IL MONDO

Nella tarda serata di giovedì 21 maggio 2026, nella sua abitazione a Bra, nel cuneese, all’età di 76 anni è mancato Carlo Petrini. «Chi semina utopia, raccoglie realtà», amava dire Carlin che sintetizzava così la sua vita, convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili. «Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia», l’ha voluto ricordare così l’associazione Slow Food da lui fondata nel 1986.

UNO SGUARDO LUNGO SUL DOMANI

«Sediamoci a tavola», diceva Petrini. Carlin, come lo chiamavano gli amici, traeva linfa e ispirazione dal confronto serrato con le persone. Negli anni più recenti, pur avendo scelto di defilarsi dai riflettori istituzionali per dare spazio alle leve più giovani dell’associazione Slow Food, non ha mai smesso di esercitare una guida affettuosa e attenta. La sua mente era un motore perenne di nuove idee. Dopo il suo ritiro, erano non pochi i dubbi che avevano avvolto l’associazione. Petrini però replicava sempre: «Ho lavorato bene. Ce la faranno».

La fondazione dell’ateneo di Pollenzo, in provincia di Bra, resta una delle sue pietre miliari. Ѐ il primo centro di formazione universitaria al mondo capace di analizzare il cibo attraverso una lente multidisciplinare, offrendo un modello poi replicato da molte altre facoltà. Questa spinta innovativa ha trovato pieno compimento istituzionale nel 2017, anno in cui è stata istituita ufficialmente la classe di Laurea in Scienze Gastronomiche, offrendo finalmente un pieno riconoscimento accademico e scientifico al profilo professionale del gastronomo.

 

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Oggi è un’istituzione che raccoglie l’ammirazione globale e che rappresenta il coronamento più grande del suo operato come presidente. Ricordando la genesi di questo progetto, amava sottolineare: «L’abbiamo ristrutturata senza soldi. Nessuno ci credeva. E invece… Sono venuti a studiarci da Harvard». Per il creatore della rete globale di Slow Food, la dimensione del pasto condiviso non era un semplice diletto, bensì lo spazio ideale in cui incrociare gli sguardi e tracciare le rotte del futuro.

L’IMPEGNO TRA LE PAGINE E LA VOCE DEI LIBRI

Petrini ha dato anche un grosso contributo al giornalismo, arricchendo testate di rilievo come La Repubblica, La Stampa, Il Manifesto, l’inserto Millenium del Fatto Quotidiano e la rivista Vita Pastorale. Con i suoi articoli ha approfonditi nodi cruciali quali la sostenibilità ambientale, le espressioni culturali e le complesse interazioni tra l’alimentazione e gli ecosistemi. Fedele ai suoi valori, ha sempre devoluto l’intero ricavato derivante dalle sue collaborazioni giornalistiche al finanziamento dei progetti di Slow Food e dell’Unisg.

Carlo Petrini ha inoltre firmato numerosi saggi incentrati sulla valenza politica e sociale dei sistemi alimentari, promuovendo la filosofia dell’«eco-gastronomia». Nel giugno del 2015, per conto delle Edizioni San Paolo, si è occupato della guida alla lettura del testo pontificio Laudato Si’. Successivamente, nel 2020, ha dato alle stampe Terrafutura, un volume che raccoglie i suoi dialoghi intensi con papa Francesco sul tema dell’ecologia integrale. Questa pubblicazione testimonia il profondo legame di stima reciproca e la solida amicizia che lo univano al Pontefice, affrontando le spine più acute della contemporaneità.

Già nel 2004 il settimanale Time lo aveva celebrato inserendolo tra gli “eroi europei”, mentre nel gennaio del 2008 il quotidiano britannico The Guardian lo ha consacrato come l’unico cittadino italiano all’interno dell’esclusivo elenco delle 50 personalità globali in grado di salvare la Terra. La caratura internazionale del suo operato a tutela del pianeta è stata sancita persino dalle Nazioni Unite. Nel 2013 il programma dell’ONU per l’ambiente lo ha insignito del prestigioso riconoscimento Champion of the Earth nella sezione “Ispirazione e Azione”. Tre anni più tardi la FAO lo ha scelto come Ambasciatore Speciale in Europa per l’iniziativa Fame Zero. Ora che il posto a tavola di Carlin è vuoto, tocca a noi continuare il banchetto che ha imbandito per tutti.

Roberto Manella

Onnivoro di sport, ma i motori sono la mia scintilla. Non chiedetemi di scegliere: mi troverete sveglio alle tre del mattino per una pole o un quinto set. Se c'è competizione nell'aria, non importa l'orario, io ci sono. 🏎️ ⚽ 🎾 🎯 ⛷️

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