Shelly Kittleson, giornalista rapita a Baghdad. Catturato uno dei sequestratori

Due auto nel centro di Baghdad, nel traffico di Saadoun Street. Alcuni uomini in abiti civili costringono una donna a salire in macchina. L’arrivo delle auto della polizia irachena. L’inseguimento, l’incidente e l’arresto di un uomo. Ma della donna nessuna novità.

Si tratta di Shelly Kittleson, giornalista americana originaria del Wisconsin che da 30 anni vive a Roma. Ha 45 anni, lavora per l’Ansa e collabora con siti web e giornali italiani come Il Foglio. Ieri pomeriggio è stata rapita a Baghdad, in Iraq. Nessun gruppo armato ne ha ancora rivendicato la cattura e non si sa con certezza dove si trovi.

Il rapimento

Un video mostra le due auto impegnate nell’operazione. Sono ben organizzati. La prendono e la costringono a salire su una delle vetture. Il tempestivo intervento delle autorità locali blocca l’azione. riescono infatti a provocare un incidente nella zona di Musayyib, nella provincia di Babil. Una delle auto si ribalta e uno dei rapitori viene arrestato. Ma l’altra auto, quella con a bordo Shelly Kittleson, riesce a fuggire.

Molti dubbi

Da lì in poi le informazioni sono confuse. Una versione dei fatti, quella fornita dai media locali e della tv saudita Al-Arabya, afferma che la giornalista sia stata liberata. Sarebbe ferita lievemente ma al sicuro. Una seconda versione dei fatti, al momento ritenuta più credibile, è stata confermata dal ministero degli Interni iracheno: la giornalista sarebbe ancora nelle mani dei suoi rapitori, fuggiti verso sud. Si ipotizza che si tratti delle milizie sciite legate a Teheran, le Kataib Hezbollah, letteralmente “Brigate del partito di Dio”.

Gli sforzi per ottenere il rilascio

Da quando è iniziato il conflitto che vede gli Stati Uniti e Israele alleati contro l’Iran, i media hanno avvertito i propri collaboratori dei possibili rischi nelle zone interessate dai combattimenti. L’amministrazione Trump è già al lavoro per ottenere il rilascio della reporter. Dylan Johnson, sottosegretario di Stato Usa per gli Affari Pubblici Globali, scrive su X che il Dipartimento di Stato aveva «già provveduto ad avvertire la persona in questione delle minacce a suo carico e continuerà a coordinarsi con l’FBI per garantirne il rilascio il prima possibile». Il ministero iracheno, oltre ad avere confermato il rapimento, ha promesso di impegnarsi «a impedire qualsiasi tentativo di destabilizzare la sicurezza o colpire cittadini stranieri, assicurando che le forze dell’ordine continueranno a operare con fermezza per perseguire i responsabili».

Chiara Balzarini

Milanese, classe '98. Per mestiere mi occupo di attualità, cronaca ed esteri. Per passione scrivo di cavalli e sport equestri per CavalloMagazine con cui collaboro. Sempre alla ricerca della domanda giusta al momento giusto

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