In attesa dei posticipi di lunedì 23 febbraio (Fiorentina-Pisa alle 18.30 e Bologna-Udinese alle 20.45), i verdetti della 26ª giornata di Serie A hanno determinato alcuni cambiamenti significativi, specialmente ai vertici della classifica. Il Napoli viene fermato a Bergamo dall’Atalanta, mentre il Milan inciampa a San Siro contro il Parma. Grazie al successo per 2-0 sul Lecce, l’Inter vola a 64 punti (+10 sui cugini rossoneri), blindando il primato in vista del possibile crocevia definitivo della stagione: il derby di domenica 8 marzo.
On fire
Dopo la sconfitta per 3-1 rimediata contro il Bodø/Glimt, l’Inter era arrivata in Salento per la trasferta contro il Lecce in cerca di risposte e, soprattutto, di conferme, almeno in campionato. Rispetto al gelo artico della Norvegia, ad attendere i nerazzurri al Via del Mare c’è un’atmosfera rovente. A ogni tocco di palla degli uomini di Chivu, Bastoni su tutti, dagli spalti iniziano a piovere fischi.
Nel primo tempo l’Inter fa la partita e riesce a creare più di un’occasione per portarsi in vantaggio, ma davanti si trova un Falcone in ottima forma. Orfana del suo capitano, la fase offensiva della capolista fatica ad accelerare e a imprimere la necessaria velocità negli sviluppi su azione. Al 60′ Chivu opera due cambi che si riveleranno cruciali: fuori de Vrij e Sucic, dentro Mkhitaryan e Akanji. Il centrocampista armeno firma il gol del vantaggio al 75′, mentre il difensore svizzero chiude i giochi con la rete del 2-0.
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Due marcature arrivate entrambe da calcio d’angolo. L’Inter è la squadra che ha segnato più gol (15) su sviluppo da corner in questa stagione nei top 5 campionati europei. Un dato che conferma come i nerazzurri possano attingere a una vera e propria arma in più, soprattutto quando a battere dalla bandierina c’è Federico Dimarco, autore del cross per la rete di Akanji. Sono 15 gli assist stagionali dell’esterno che punta ora al record di passaggi vincenti in un singolo campionato detenuto dal Papu Gómez (16 assist in un campionato, Atalanta, 2019/20). Da quando l’Inter ha perso il derby contro il Milan il 23 novembre ha messo a referto 13 vittorie e un pareggio (2-2 con il Napoli) in 14 gare, e alla 28esima giornata gli occhi saranno tutti puntati proprio sulla stracittadina milanese…
Fine corsa?
Si interrompe invece dopo 24 partite la striscia di risultati utili del Milan, che non perdeva in campionato dalla prima giornata stagionale. Dopo la sconfitta casalinga con la Cremonese, la seconda partita persa arriva ancora in casa, stavolta contro il Parma per 1-0. Un altro risultato che ha fatto discutere per l’operato degli arbitri e della sala VAR. Su calcio d’angolo Mariano Troilo svetta su Bartesaghi e manda in estasi la panchina di Carlos Cuesta. Inizialmente il direttore di gara Marco Piccinini annulla la rete per un blocco sul portiere rossonero Mike Maignan.
Piccinini, circondato dai giocatori del Parma, indica l’auricolare e fa segno che il check al VAR è in corso. Le procedure di verifica si protraggono per qualche minuto fino a quando l’arbitro viene richiamato al monitor per l’on field review. Oggetto della revisione è la carica ai danni dell’estremo difensore del Milan e la stessa elevazione di Troilo che sale sopra Bartesaghi. Due possibili falli, ma per Piccinini è tutto regolare e la rete viene convalidata. Il Parma sbanca e torna a espugnare San Siro contro il Milan 12 anni dopo l’ultima volta.

Al termine della partita, Landucci (il vice di Allegri) ha analizzato così la sconfitta: «Si parla sempre di VAR, di arbitri. Io sono di parte, per cui non mi sembra giusto commentare l’arbitro. L’arbitro ha deciso così, non dobbiamo trovare degli alibi. Dobbiamo cercare di ripartire e pensare alla prossima partita». Poi ha commentato l’episodio che ha deciso l’incontro: «Il fallo su Maignan? Queste cose le facciamo anche noi, sono semi-blocchi che non vengono fischiati. È un momento in cui tutti fanno polemica, a volte esageriamo anche noi, e sbagliamo. Non lo so se fosse fallo o no, accettiamo le decisioni dell’arbitro. Valutate voi».
50-50
Gli arbitri sono finiti al centro dei riflettori anche in Atalanta-Napoli, partita che ha visto trionfare la squadra di Palladino per 2-1. Una Dea da Champions, che dopo un avvio di campionato disastroso con Juric si è lanciata in una rincorsa europea eccezionale. Dopo essere passati in svantaggio in seguito al gol di Sam Beukema, i bergamaschi sono riusciti in una rimonta che li proietta in settima posizione a pari punti con il Como quinto a quota 45 punti. Il quarto posto attualmente occupato dai partenopei ora dista solo cinque punti.
A far parlare ancora però sono stati due episodi, in entrambi i casi un contatto tra Hien e Rasmus Højlund. Nel primo tempo, sull’1-0 in favore della squadra di Conte, l’attaccante del Napoli si scontra con il difensore nerazzurro e cade in area di rigore. Chiffi estrae il fischietto e assegna il penalty. Il VAR interviene e il direttore di gara torna sui suoi passi: il contatto è troppo lieve e il calcio di rigore viene revocato. Decisione corretta.
😱💣#Manna scatenato a Dazn nel postpartita di #AtalantaNapoli per la rete annullata: “Nella situazione in cui siamo, ci stiamo giocando la Champions, 2-0 a Bergamo e annulla un gol senza niente. Urge una riflessione, altrimenti ogni volta si lamenta una squadra. Noi non ci… pic.twitter.com/cVjoMMaDmM
— calciomercato.it (@calciomercatoit) February 22, 2026
Pochi secondi dopo l’inizio della ripresa i due si scontrano di nuovo durante lo sviluppo di un’azione dalla quale scaturisce il momentaneo raddoppio degli azzurri. Højlund punta Hien, lo salta e mette un pallone al centro dell’area sul quale arriva Gutiérrez, che insacca. L’arbitro però fischia un presunto fallo dell’attaccante danese sul difensore dell’Atalanta. Nella dinamica dell’azione però è il numero quattro dei bergamaschi che cade cercando di allacciarsi e fermare l’attaccante. Dopo il fischio il VAR non richiama Chiffi. Gol annullato ed errore della terna arbitrale. Il Napoli poi subisce la rimonta della Dea.
Post-partita ai microfoni si presenta il direttore sportivo degli azzurri Giovanni Manna: «È incommentabile. Lasciamo stare il rigore tolto, ma la rete che abbiamo fatto nel secondo tempo è buona. È una follia. Cosa c’è a fare il VAR?». Ai microfoni di Dazn, Manna è un fiume in piena: «Questo è imbarazzante. Ora non ci stiamo lamentando ma vogliamo quello che è giusto, perché questo non è calcio. Ci sono episodi e contatti, ma se non c’è niente è qualcosa di oggettivo. Altrimenti facciamo la figura dei cog*** i non ci piace».