Rovelli: quella “cattiva coscienza” più attuale che mai

A più di 80 anni da Hiroshima e Nagasaki, il fisico Carlo Rovelli discute della nuova paura dell’arma nucleare. Ogni stato si arma per paura di essere attaccato, portando così il mondo in un circolo vizioso in cui tutti pensano a come vincere la guerra, ma nessuno pensa a come evitarla.

“La cattiva coscienza dei fisici”

Ospite della Sala Buzzati alla Fondazione Corriere della Sera, il fisico Carlo Rovelli ha presentato il suo ultimo libro, “La cattiva coscienza dei fisici”. Durante l’incontro, moderato dal direttore Luciano Fontana, lo scienziato ha tracciato un percorso critico che lega la storia della fisica nucleare alle tensioni internazionali odierne.

Il punto di partenza è il paradosso di Enrico Fermi. Rovelli descrive quello di Fermi come un “errore dei grandi”: credendo di aver scoperto nuovi elementi, lo scienziato aveva in realtà innescato la fissione nucleare. Fermi, che inizialmente desiderava restare estraneo alla politica, si ritrovò nel comitato di Truman a decidere l’uso dell’atomica, incarnando la nascita della responsabilità morale dello scienziato moderno.

Un momento delicato

Oggi, secondo Rovelli, quella “cattiva coscienza” è più attuale che mai. Il fisico avverte che il rischio di un conflitto nucleare è ai massimi storici, paragonando il clima attuale ai mesi precedenti lo scoppio delle due guerre mondiali. Il sistema della deterrenza è diventato instabile: se per piccoli paesi l’arma atomica funge da “assicurazione sulla vita” per limitare il potere delle grandi potenze, l’equilibrio globale si sta perdendo pericolosamente.

Rovelli non risparmia critiche al riarmo europeo e al patriottismo radicale, che definisce capace di “creare più cadaveri della peste” quando sfocia nel desiderio di supremazia. La soluzione proposta non è la vittoria militare, ma la convivenza tra diversità. Secondo Rovelli infatti, il discorso non è tanto chi esce vincitore nel confronto tra Usa e Cina, ma come riuscire a creare un mondo in cui le grandi potenze possono convivere.

Chiara Balzarini

Milanese, classe '98. Per mestiere mi occupo di attualità, cronaca ed esteri. Per passione scrivo di cavalli e sport equestri per CavalloMagazine con cui collaboro. Sempre alla ricerca della domanda giusta al momento giusto

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