Riconoscimento facciale, Ue valuta sospensione per cinque anni

L’Unione europea starebbe valutando l’ipotesi di sospendere l’utilizzo del riconoscimento facciale nei luoghi pubblici per un periodo di tempo che potrebbe andare dai tre ai cinque anni. Obiettivo ultimo è trovare, in questo arco di tempo, nuove regole per tutelare la privacy dei cittadini europei e scongiurare eventuali rischi. Questo è quanto riportato dai siti d’informazione Reuters e Politico.com.

Durante questo periodo di stop, come riportato nel piano, dovrà essere «identificata e sviluppata una solita metodologia per valutare gli impatti di questa tecnologia e le possibili misure di gestione dei rischi».

Il piano della Commissione europea

Quest’opzione è contenuta nella bozza di un piano di 18 pagine della Commissione europea. La versione finale, che farà parte di una più ampia revisione della regolamentazione sull’intelligenza artificiale, verrà resa pubblica a febbraio.

Nel documento, visionato dai due siti d’informazione, la Commissione europea ha precisato che verranno introdotte nuove regole in supporto a quelle già esistenti in materia di garanzia del rispetto della privacy e di protezione dei dati personali.
«Le regole future -scrive la Commissione europea- devono andare oltre quelle attuali e includere un bando limitato nel tempo per il riconoscimento facciale nei luoghi pubblici».

Il documento prevede, inoltre, che i paesi dell’Unione europea nominino autorità per monitorare le nuove norme . Non solo. Al suo interno, la Commissione europea suggerisce di imporre obblighi, nell’ambito dell’intelligenza artificiale, non soltanto agli sviluppatori, ma anche agli utenti.

Il documento dovrà essere sottoposto ad un esame prima della decisione finale. Margrethe Vestager, commissario europeo per l’Antitrust, dovrebbe presentare la proposta a febbraio.

Polemiche sul riconoscimento facciale

La notizia dell’ipotesi dell’Ue di mettere temporaneamente al bando il riconoscimento facciale nei luoghi pubblici arriva in un periodo di forti polemiche sull’utilizzo di questa tecnologia per scopi di sicurezza. Negli Stati Uniti 85 associazioni per i diritti umani e digitali hanno sottoscritto un appello rivolto ad Amazon, Google e Microsoft con l’intento di dissuadere i colossi della Silicon Valley dal cedere i sistemi di facial recognition.
Questa tecnologia, secondo i firmatari della lettera, dà ai governi la possibilità di controllare immigrati, minoranze religiose e persone di colore inasprendo il divario sociale.

«Siamo in un momento cruciale per questo tipo di tecnologia e le scelte fatte delle aziende determineranno se le future generazioni dovranno avere paura di partecipare ad una manifestazione, frequentare luoghi religiosi o semplicemente vivere le loro vite» ha spiegato Nicole Ozer dell’American Civil Liberties Union, organizzazione non governativa volta a difendere i diritti civili e le libertà individuali negli USA.

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