“Quando c’è la guerra, il fabbricante di casse da morto fa fortuna”. Guerra e soldi. Un rapporto che non è mai cambiato nel corso della storia: c’è chi soffre e chi invece ne trae un profitto. Un margine sottile tra etica, morale e capitalismo che può far storcere il naso, ma che forse fa parte della stessa natura umana. La nascita di piattaforme come Polymarket che permettono di scommettere su qualsiasi evento – guerra inclusa – ha reso più labile questa sottile linea rossa, le poste in gioco sono così alte da rappresentare una minaccia per chi racconta i fatti. E così è successo al giornalista del Times of Israel, Emanuel Fabian.
I fatti
Nell’undicesimo giorno del conflitto un missile iraniano è esploso a Beit Shamesh, poco distante da Gerusalemme, senza essere intercettato. L’ordigno non ha causato morti perché esploso in un luogo disabitato, una ricostruzione confermata dalle fonti militari israeliane e dalle riprese video. Una storia a cui si è affidato Fabian per scrivere il suo articolo.
Diversi scommettitori di Polymarket avevano, però, puntato oltre 14 milioni di dollari sul fatto che il 10 marzo l’Iran non riuscisse a colpire il territorio israeliano. Era sufficiente che l’ordigno fosse stato intercettato e l’esplosione venisse attribuita alla caduta di detriti per vincere la scommessa. Ma così non è stato, e come ha scritto il cronista correttamente il missile è arrivato fino al suolo.
Dallo stesso giorno in cui è stata rilasciata la notizia, sono arrivate minacce e richieste di modificare il pezzo. Come riporta il Corriere, il tono delle prime mail era «ti sei sbagliato, erano solo frammenti», poi «rettifica la notizia che ci puoi guadagnare anche tu» e infine «se non correggi, sappiamo come trovarti».

Per stabilire l’esito della scommessa Polymarket deve prima raccogliere tutte le informazioni da fonti indipendenti. Per questo motivo le pressioni si sono fatte sempre più pesanti. Fabian ha denunciato tutto alla polizia e la piattaforma ha cancellato gli account coinvolti nella scommessa e ha consegnato alle autorità le informazioni per aiutare nell’identificazione dei colpevoli.
Non è il primo caso
È già successo che Polymarket abbia attirato l’attenzione dell’autorità, per il possibile uso di informazioni classificate per fare soldi. Nel 2025 un riservista israeliano e un civile sono stati incriminati proprio per aver utilizzato informazioni segrete per scommettere sulla guerra dei 12 giorni. Dall’inizio dell’offensiva contro Teheran ci sono state diverse vincite che lanciano l’allarme in questo senso. Uno scommettitore appena iscritto ha vinto la previsione che la Guida Suprema, Ali Khamenei, non sarebbe più stata in carica dopo il 28 febbraio. Oltre 150 account hanno puntato, e vinto, sulla data esatta dell’inizio del conflitto.
Come funziona Polymarket

La piattaforma è stata lanciata nel 2020 da Shayne Coplan con un’idea alla base: sfruttare l’intelligenza collettiva. La sua idea era che i mercati finanziari, dove le persone rischiano i propri soldi, potessero fornire previsioni più accurate dei sondaggi o degli esperti televisivi. La piattaforma funziona come una Borsa, ma la merce di scambio sono l’esito di eventi futuri. Dalle elezioni presidenziali, alle guerre, fino all’uscita di un disco pop, gli utenti puntano su uno specifico evento con un semplice sì o no.
Polymarket è cresciuta velocemente diventando anche un punto di riferimento per le previsioni sugli eventi politici e geopolitici. Per il suo sviluppo è stato fondamentale l’interesse di Peter Thiel – fondatore di PayPal e Palantir e in questi giorni a Roma per un convegno sull’Anticristo – che ha finanziato la società sin dai primi giorni e l’ha aiutata nella raccolta di fondi. Oggi la società è valutata intorno ai 9 miliardi. Nell’azienda è anche entrato Donald Trump Jr. con il compito di aiutare l’azienda a muoversi nel contesto delle regolamentazioni federali. Ma vi partecipa anche finanziariamente attraverso la sua società di venture capital.