Il commento

Quando la realtà supera la distopia: la percezione della serie The Boys oggi

Dopo quasi due anni dalla fine del quarto capitolo torna la serie tv americana The Boys, ma la nuova stagione debutta in un mondo diverso. I superpoteri non esistono ancora, ma l’autoritarismo crescente e l’era dell’incertezza sta facendo scivolare il mondo verso una distopia sempre più reale. E così cambia anche la percezione di The Boys.

The Boys

L’8 aprile sono uscite su Amazon Prime le prime due puntate del capitolo conclusivo, con nuovi episodi ogni settimana fino al 20 maggio. The Boys è una serie creata da Eric Kripke, basata sull’omonimo fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson, e racconta di un mondo non troppo distante dal nostro. La differenza la fanno i “Supes” — persone con superpoteri, non supereroi — gestiti dall’azienda Vought con un unico obiettivo: il profitto. I migliori tra loro formano i “Seven“, un gruppo ristretto che decide le sorti del paese, ma la cui morale è costruita a tavolino quanto la loro immagine pubblica. A fare da contraltare, i “The Boys”: un gruppo che cerca di combattere quel potere dal basso. L’unica cosa autentica che i Seven mostrano al pubblico sono i superpoteri, forse l’unica cosa che li distingue dagli oligarchi che governano il nostro mondo. Quello reale.

I The Boys, i protagonisti che sfidano il potere corrotto nella serie tv
I The Boys, i protagonisti che sfidano il potere corrotto nella serie tv
Il superpotere della comunicazione

A capo dei Seven c’è Homelander (Patriota nella versione italiana, interpretato da Antony Starr). Il più forte, il più pericoloso. Incline a scatti d’ira, imprevedibile, attaccatissimo al potere e all’approvazione della gente. Ricorda qualcuno? Il personaggio è il più temibile non solo per i suoi poteri straordinari, ma soprattutto per il ruolo che ricopre.

Homelander, il principale antagonista e capo dei Seven in The Boys

Dall’alto dell’attico dei Seven può dettare l’agenda politica, creare nemici ad hoc facendo proliferare fake news, modificare la percezione pubblica su sé stesso e sulle questioni del mondo, decidere cosa la gente deve pensare. The Boys ci ha sempre messo di fronte al potere della comunicazione. La serie tv ha sempre puntato sulla rappresentazione esasperata e folle di politica e mass media. Ma oggi la realtà in cui esce è diversa. La quinta stagione arriva in un momento storico in cui i Presidenti degli stati più potenti pubblicano immagini create con l’Ai, si minacciano a colpi di post e scelgono il destino della geopolitica in base al piede con cui si svegliano. In questo mondo, The Boys perde la sua forza grottesca.

Realtà e distopia

La realtà è più distopica della finzione, che non basta più. Prima si rimaneva scioccati dalla violenza esasperata di un episodio, dalla malvagità dei personaggi. Ma c’era un antidoto: spegnere il televisore e lasciare tutta la finzione distopica nel mondo creato da autori e registi.

La fotografia di Carol Guzy vincitrice del World Press Photo, la migliore foto dell’anno

Oggi un episodio di The Boys costringe a confrontarsi con un senso di inquietudine che non passa premendo il tasto Off sul telecomando. Quella fantasia non sembra più così lontana. Quando Homelander decide di rinchiudere in campi di correzione tutti i suoi oppositori, quando una mamma viene portata via dal figlio che piange, non sembra la scena di un film distopico. È un’immagine che è impressa negli occhi di tutti, come quella immortalata da Carol Guzy, vincitrice del World Press Photo.

Una volta i film distopici facevano da avvertimento. Ora la realtà ha superato quel limite, ma rimane la speranza di quei gruppi che dal basso si oppongono ancora, e l’augurio che un film distopico non diventi un horror reale.

Martina L Testoni

Sono nata e cresciuta a Brescia dove il mondo mi sembrava piccolo e chiuso. Poi, quasi all’improvviso, mi sono trovata a vivere tre mesi a Los Angeles e girando per l’America ho scoperto quanto è bello il mondo e quanto sono incredibili le relazioni politiche che lo fanno girare. Dopo un viaggio in Giappone, di questo mondo mi sono innamorata. Ora lo voglio raccontare e spiegare, per portarne un pezzetto a tutti con le parole.

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