Spagna, inizia a Madrid il processo agli indipendentisti catalani

Spagna, inizia il processo agli indipendentisti catalani - MasterX

Madrid, Tribunale Supremo. Sono appena passate le 10.20 e da pochi secondi è iniziato uno dei processi più importanti della storia spagnola. Alle 8.57 alle porte del Tribunale erano presenti già molti rappresentanti delle forze politiche, enti e familiari dei catturati indipendentisti con in mano dei cartelli di protesta. “Decidere non è un delitto” e ancora “libertà ai presi politici”, sono solo un paio di scritte di alcuni manifesti.  A farlo presente sono le dichiarazioni del sito online di La Vanguardia che sta documentando l’accaduto in diretta web, insieme agli altri quotidiani spagnoli. Oggi tutti i riflettori sono puntati sulle aule del Supremo e nessun spagnolo vuole perdersi gli sviluppi della vicenda catalana.

Sono 12 le persone accusate a vario titolo di presunti delitti di ribellione, sedizione e malversazione di fondi pubblici in relazione con il referendum illegale dell’1 ottobre 2017 e la fallita dichiarazione unilaterale di Indipendenza del 27 ottobre 2017 (DUI). Di fatto, secondo quanto dichiarato dalla procura generale, tali imputati avrebbero tentato di ottenere l’indipendenza attraverso atti violenti. Tra i presenti, in prima fila nell’aula del Tribunale Supremo c’è Oriol Junqueras, presidente dal 2011 del partito Esquerra Republicana de Catalunya, al quale è stato chiesto una pena di 25 anni di carcere.  È invece assente l’ex presidente Carles Puigdemont, in esilio in Belgio: dopo la burrascosa vicenda giudiziaria, gli fu concessa la libera circolazione in tutti i paesi dell’Unione Europea, ad eccezione della Spagna. Sul fronte giudiziario, gli avvocati degli accusati hanno rivendicato il carattere pacifista del movimento, ma per ascoltare le parole degli stessi imputati bisognerà aspettare fino a giovedì.

Il governo indipendentista allora guidato dal leader indipendentista Carles Puigdemont era riuscito a far approvare al Parlamento catalano – costituito principalmente da politici indipendentisti – alcune norme intenzionate ad applicare un referendum per l’indipendenza della Comunità catalogna. Come specifica il sito di Il Post, quelle leggi furono poi sospese dal Tribunale costituzionale spagnolo – e il referendum, chiesto per l’1 ottobre del 2017, fu ritenuto illegale dalla magistratura di Madrid. Il governo catalano non rispettò però quella decisione e organizzò in segreto il voto. Dai risultati vinse il Sì, ovvero la scelta di rendere la Catalogna indipendente, ma la percentuale dei partecipanti non superò il 40%.

Virginia Nesi

LAUREATA IN COMUNICAZIONE A FIRENZE E CON UN MASTER IN GIORNALISMO DELL'UNIVERSITÁ SAN PABLO DI MADRID. HA IMPARATO NELLA REDAZIONE DI EL MUNDO, QUOTIDIANO CON IL QUALE CONTINUA A COLLABORARE. APPASSIONATA DI POLITICA ESTERA E SOCIETÁ, HA VINTO IL PREMIO "WALTER TOBAGI 40 ANNI DOPO"

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