Processo Bergamini: respinte le eccezioni dell’ex fidanzata Isabella Internò

Si avvicina la conclusione del processo per l’omicidio di Denis Bergamini. La Corte d’Assise di Catanzaro ha respinto tutte le eccezioni presentate dalla difesa di Isabella Internò, l’ex fidanzata del calciatore del Cosenza, condannata in primo grado a 16 anni nell’ottobre 2024. La sentenza di secondo grado è attesa per il 9 luglio.

Il calendario delle udienze

La decisione è arrivata durante la breve udienza fissata per la mattinata di martedì 27 gennaio, quando, con un’ordinanza, il presidente della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, Piero Santese, ha escluso la necessità di rinnovare l’istruttoria dibattimentale nel processo di secondo grado a carico di Internò. L’ex fidanzata di Bergamini era stata condannata per l’omicidio del centrocampista, un delitto definito “in concorso con ignoti”. Dopo la sentenza, la difesa aveva presentato ricorso, senza ottenere alcun risultato dalla Corte d’Appello.

I giudici hanno fissato le prossime udienze: il 26 maggio sarà la volta della requisitoria del pm Luca Primicerio e degli interventi delle parti civili, rappresentate dagli avvocati Fabio Anselmo, Alessandra Pisa e Silvia Galeone. L’11 giugno toccherà alle arringhe difensive degli avvocati Angelo Pugliese e Cataldo Intrieri. Il 9 luglio, infine, è attesa la sentenza. Intanto, Isabella Internò continua a dichiararsi innocente.

Chi era Denis Bergamini

Originario di Argenta, in provincia di Ferrara, Bergamini aveva iniziato la carriera nelle serie minori, per poi legare il suo nome al Cosenza, dove arrivò nel 1985. Con la maglia rossoblù conquistò la promozione in Serie B e vi rimase per cinque stagioni, diventando uno dei punti di riferimento della squadra.

A Cosenza conobbe Isabella Internò: lui aveva 23 anni, lei 16, e frequentava l’istituto tecnico commerciale. La loro relazione, definita “tormentata” dalla stessa Internò, si sviluppò negli anni successivi. Alla fine del 1988 il Parma tentò di ingaggiarlo, ma il Cosenza lo dichiarò incedibile. Bergamini disputò l’ultima partita il 12 novembre 1989, Monza-Cosenza 1-1. Pochi giorni dopo, il 18 novembre, fu trovato morto lungo la Statale 106 a Roseto Capo Spulico.

I dubbi sulla morte

Quella notte il corpo di Bergamini fu ritrovato sotto un camion. Secondo Isabella Internò, unica testimone oculare, il calciatore si sarebbe lanciato volontariamente sotto le ruote del mezzo. La Procura di Castrovillari aveva però escluso il suicidio, ritenendo che Bergamini fosse già morto al momento dell’investimento.

Una perizia del 2017 evidenziò incongruenze nei racconti dell’ex fidanzata, mentre gli esperti parlarono di asfissia meccanica violenta. Le simulazioni mostrarono che scarpe, orologio e catenina non avevano danni compatibili con un impatto volontario. L’accusa sostenne che Bergamini fosse stato soffocato con un oggetto morbido e poi collocato sull’asfalto, indicando un movente passionale. I giudici di primo grado riconobbero le attenuanti generiche e condannarono Internò a 16 anni di reclusione. Restano ancora aperti gli interrogativi sui presunti complici.

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