PayPal è in difficoltà. Non lo dicono solo le quotazioni del suo titolo a Wall Street, ma la stessa società. I dati dell’ultimo trimestre, nonostante fossero buoni, hanno mostrato un rallentamento della fintech, che continuerà anche nel 2026. Il board ha infatti annunciato che si aspetta risultati in calo, per i tassi di interesse più bassi e per gli investimenti attesi nel periodo. I dati hanno avuto riflessi importanti in Borsa, dove il titolo ha perso il 19% in una sola seduta, arrivando a toccare il -50% in un solo anno.
PayPal sta attraversando una fase difficile, in cui la competizione da parte delle altre big tech e di start-up finanziarie ha eroso importanti margini di mercato e relegando la società ai confini dell’innovazione. La fintech è rimasta legata al suo modello di business storico e non ha mai intrapreso un vero percorso di aggiornamento dei propri servizi. Nata nel 2000 dalla fusione di due società, si è subito concentrata come mezzo per effettuare pagamenti sul web e trasferimenti di denaro tra amici. L’idea alla base era quella di permettere i trasferimenti di denaro garantendo la sicurezza dei dati della carta. Una tutela che gli utenti hanno sempre apprezzato e ha permesso alla società di crescere velocemente ed affermarsi come guida del settore. Nonostante un 2025 solido sul fronte dei ricavi (33 miliardi), il mercato guarda oltre i bilanci passati, punendo l’assenza di una visione futura.
I nuovi sistemi di pagamento e la crisi interna
Dopo il boom durante gli anni della pandemia, con un’esplosione del servizio per i pagamenti online, ora PayPal paga lo scotto con i competitor come Google Pay e Apple Pay. I due giganti offrono servizi integrati ai loro prodotti permettendo all’utente di non uscire mai dal loro ecosistema. Oggi si può pagare senza nemmeno estrarre la carta dal proprio portafoglio, solo avvicinando il cellulare o l’orologio digitale. Oltre a questi bisogna anche tenere conto delle start-up del settore come Revolut. La società permette di trasferire denaro tra amici senza costi aggiuntivi e garantisce anche ottime forme di protezione per l’utente durante gli acquisti online. Si pensi solo alla possibilità di creare una carta digitale prepagata per tutelarsi da fughe di dati sensibili.
Viste le difficoltà il cda della società ha deciso di separarsi dalla guida di Alex Chriss. Per PayPal il ritmo del cambiamento e l’esecuzione sotto la guida non erano in linea con le aspettative. Al suo posto è stato nominato come Ceo l’ex presidente di HP, Enrique Lores.
Potenziali acquirenti
L’importante calo sul mercato azionario ha acceso l’interesse di alcuni competitor nella possibilità di un acquisto o fusione. Secondo l’agenzia Bloomberg, la società Stripe sarebbe interessata all’acquisto di una parte o di tutta la società. L’operazione è ancora solo nelle sue fasi iniziali ed è ancora tutto incerto, ma l’indiscrezione ha già spinto al rialzo le quotazioni di PayPal del 7%.
Stripe offre ai commercianti una piattaforma per accettare pagamenti online o attraverso app, ma al momento non dispone ancora di un proprio servizio di pagamento. Si tratta di una delle fintech più promettenti sul mercato e ha ricevuto una valutazione di quasi 160 miliardi di dollari. Circa tre volte la capitalizzazione di PayPal a Wall Street.