Dopo le fibrillazioni che hanno interessato il titolo tra dicembre e febbraio, Palantir Technologies ha fatto registrare una crescita del 12,35%. Un rialzo iniziato in concomitanza con l’operazione militare congiunta di Stati Uniti e Israele in Iran. Da quando è scoppiata la guerra, l’azienda di Peter Thiel ha recuperato terreno in seguito a un periodo di perdite e di scommesse al ribasso degli analisti, che si erano espressi con profonda sfiducia sul titolo.
Secondo molti, le Big Tech, e in particolare quelle legate allo sviluppo dell’IA, hanno creato un circolo di scambi di prodotti e servizi tra di loro (una pratica nota come “round-tripping“) per ritoccare verso l’alto le proprie quotazioni. Ora le azioni di Palantir Technologies (PLTR) tornano a toccare i 131,86 euro, dopo che sono scese a 107,00 euro il 12 febbraio 2026. L’azienda ora fa leva soprattutto sugli appalti che ha con il governo americano per la difesa e punta ad espandere l’utilizzo dei propri software anche ad altri membri dell’Alleanza Atlantica.
Project Maven
Quella iniziata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran è la guerra più tecnologica della storia. I militari usano sistemi di IA avanzati per analizzare i dati e scegliere i bersagli. Uno di essi è il Maven Smart System, sviluppato da Palantir, che sfrutta un modello Claude di Anthropic. Palantir vende diversi strumenti software al Pentagono dove questo tipo di analisi potrebbe avere luogo, ma l’azienda non ha mai specificato pubblicamente quali di questi sistemi integrino o meno Claude.
Dal 2017, Palantir è il principale appaltatore dietro il Project Maven, noto anche come Algorithmic Warfare Cross-Functional Team, un’iniziativa del Dipartimento della Difesa per l’impiego dell’intelligenza artificiale in contesti di guerra. Per questo progetto, Palantir ha sviluppato un prodotto noto come Maven Smart System, spesso chiamato semplicemente Maven.
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Ѐ gestito dalla National Geospatial-Intelligence Agency, l’ente governativo incaricato di raccogliere e analizzare dati satellitari. Agenzie di tutto il sistema militare — tra cui Esercito, Aeronautica, Space Force, Marina, Corpo dei Marines e il Comando Centrale degli Stati Uniti (US Central Command), che sta supervisionando le operazioni militari in Iran — possono accedere a Maven. Cameron Stanley, capo dell’ufficio digitale e dell’intelligenza artificiale del Pentagono, ha dichiarato recentemente durante una conferenza di Palantir che Maven viene distribuito «in tutto il dipartimento».
Gli utilizzi
Secondo le valutazioni del sistema pubblicate dall’esercito, lo strumento può applicare algoritmi di visione artificiale alle immagini catturate da una risorsa spaziale, come un satellite, per rilevare automaticamente oggetti probabilmente appartenenti a sistemi nemici. In un video, Cameron Stanley, mostra come Maven aiuta a visualizzare potenziali obiettivi e a «nominarli» per bombardamenti aerei o terrestri.
Uno strumento chiamato Asset Tasking Recommender può proporre quali bombardieri e quali munizioni dovrebbero essere assegnati a quali obiettivi, secondo la dimostrazione di Stanley. Maven facilita anche lo scambio di «dati di intelligence sugli obiettivi e rapporti sulla situazione nemica» tra funzionari militari. Dal 2022, Palantir vende anche un’altra piattaforma di intelligence all’esercito statunitense chiamata Army Intelligence Data Platform (AIDP).
L’azienda ha dichiarato che l’AIDP “integra” dati provenienti da Maven e da almeno altri quattro sistemi governativi. I dettagli pubblicamente disponibili sull’AIDP sono scarsi, ma alcune valutazioni militari hanno descritto lo strumento come capace di preparare l’intelligence prima delle operazioni militari e di rappresentare graficamente le posizioni di truppe e armi. Il sistema possiede anche uno strumento chiamato Dossier, utilizzato per sviluppare una stima operativa dell’intelligence: una raccolta continuamente aggiornata di informazioni sul campo di battaglia che precede un riepilogo finale di intelligence. Non è chiaro, tuttavia, se Claude sia integrato nell’AIDP di Palantir.
La guerra con i chatbot
Oltre a poter automatizzare alcune attività, l’AIP (Artificial Intelligence Platform) fornisce agli utenti un chatbot — che l’azienda ha chiamato AIP Assistant o AIP Agent — capace di rispondere a domande o completare attività all’interno del sistema più ampio.
Il processo inizia con l’AIP Assistant che invia un avviso automatico riguardo a una «possibile attività nemica insolita» rilevata tramite «elaborazione tramite IA» di immagini radar. In questo caso, un algoritmo di visione artificiale — non un modello linguistico — avrebbe rilevato l’attività anomala. L’AIP Assistant aiuta quindi l’utente a interpretare i dati e a decidere come procedere.

Il chatbot non suggerisce direttamente un bersaglio ma, aiutando l’analista ad agire sull’informazione, potrebbe comunque contribuire a trasformare un’osservazione sospetta in un obiettivo. L’utente chiede all’assistente di inviare queste opzioni a un comandante fittizio, che alla fine sceglie la squadra tattica. Nel giro di pochi secondi, il responsabile può rivedere il piano di battaglia e ordinare a quali truppe come mobilitarsi.
Un sistema integrato
In questo scenario, Claude sarebbe la “voce” dell’AIP Assistant e il “ragionamento” utilizzato per generare le risposte. Palantir ha spiegato come la NATO, cliente del sistema Maven Smart, potrebbe utilizzare un AIP Agent all’interno dello strumento. L’azienda mostra come un appaltatore della difesa di terze parti possa scegliere tra diversi modelli di IA integrati nella piattaforma, tra cui varie versioni di ChatGPT di OpenAI e Llama di Meta.
Un osservatore visualizza quindi una mappa digitale che mostra le posizioni di truppe e armi. In un pannello chiamato COA (Courses of Action), clicca un pulsante che attiva uno strumento basato su GPT-4.1 per generare cinque possibili strategie militari, tra cui una chiamata Support-by-Fire-Then-Penetration-Shock-and-Destruction (Supporto di fuoco seguito da penetrazione d’urto e distruzione), e sceglie la migliore per l’operazione.