OMICIDIO DI NADA CELLA: UNA CONDANNA DOPO 30 ANNI

A 30 anni dal delitto, il cold case di Chiavari ha finalmente un colpevole. Anna Lucia Cecere è stata condannata in primo grado a 24 anni di carcere per l’omicidio di Nada Cella. La giovane segretaria era stata massacrata nell’ufficio del commercialista Marco Soracco, dove lavorava.

Il delitto di Chiavari

6 maggio 1996.  Nada Cella, di 24 anni, viene trovata agonizzante nello studio del commercialista Marco Soracco. A fare la scoperta è lo stesso Soracco, che chiama i soccorsi, pensando che la giovane avesse avuto un malore o un ictus. Una volta in ospedale, i medici si accorgono che non si trattava affatto di un incidente: Cella era stata colpita ripetutamente alla testa con un oggetto appuntito. Non verrà mai ritrovato.

il palazzo a Chiavari dove avvenne il delitto

La scena del delitto, non preservata, viene contaminata irrimediabilmente dalla madre di Soracco, Marisa Bacchioni, che pulisce le macchie di sangue sul pianerottolo e sulle scale. Le indagini si concentrano inizialmente sul commercialista, titolare dello studio. Ma nel 1998, per insufficienza di prove, Soracco viene prosciolto. Gli inquirenti ignorano altre possibili piste, adottando una visione a tunnel: si verifica quando si sottovalutano altre possibilità in nome dell’ipotesi ritenuta più logica e probabile. Una di queste converge su Anna Lucia Cecere, 26 anni, innamorata di Soracco e gelosa di Nada Cella. Il caso è rimasto irrisolto, senza sviluppi, fino al 2021.

Le ricerche di una genetista dell’Università di Bari, Antonella Delfino Pesce, portano alla luce elementi fino ad allora scarsamente considerati. Tra questi, testimonianze che collocavano Cecere vicino al luogo del delitto e il ritrovamento di alcuni bottoni, sotto al corpo della vittima, compatibili con altri rinvenuti in casa della sospettata. Nel febbraio 2025 ricomincia il processo. Questo caso è stato trattato da Stefano Nazzi in una puntata del suo podcast Indagini.

La giustizia arriva dopo tre decenni

Il Tribunale di Genova ha emesso la sentenza. Anna Lucia Cecere, ex insegnante di 56 anni, è stata riconosciuta colpevole dell’omicidio di Nada Cella, avvenuto nel 1996. La pena è di 24 anni di reclusione, mentre il pubblico ministero Gabriella Dotto aveva richiesto l’ergastolo. Sono state riconosciute le aggravanti di gelosia e futili motivi, senza la crudeltà. Secondo la tesi della procura, Cecere ha ucciso la giovane segretaria perché gelosa delle attenzioni a lei riservate da Marco Soracco, datore di lavoro di Nada Cella.

il commercialista Marco Soracco, all’epoca dei fatti

Soracco, a lungo al centro delle indagini, è stato condannato a 2 anni di reclusione con l’accusa di favoreggiamento (aiutare chi commette determinati reati a sottrarsi alle indagini delle autorità). Nel processo era imputata anche la madre di Soracco, Marisa Bacchioni, accusata di favoreggiamento e falsa testimonianza. Bacchioni era stata esclusa dal processo dopo il riconoscimento dell’incapacità di intendere e di volere. Si tratta della sentenza di primo grado, che dovrà essere confermata anche in corte di Appello, in caso di ricorso. L’intenzione sembra essere stata confermata da Soracco, che rivendica la propria estraneità ai fatti.  Per la famiglia di Cella, invece, giustizia è stata fatta. Peccato, ci siano voluti 30 anni per dare il giusto sguardo a quegli elementi, disponibili dalle prime indagini, e arrivare finalmente alla verità. 

A cura di Chiara Orezzi

No Comments Yet

Leave a Reply