Oscar 2026, record storico per I peccatori, primati per Stone e Chalamet

Candidature agli Oscar 2026 significa tempi di record: per la prima volta nella storia un film ottiene 16 candidature all’ambita statuetta, stiamo parlando de I peccatori (Sinners) il film diretto da Ryan Coogler ambientato nel Mississippi del 1932 incentrato sul tema del razzismo ma con una vena di horror e critica sociale. Il thriller ha ricevuto nomination per miglior film, regista, attore (Michael B. Jordan), attrice non protagonista (Wunmi Mosaku), attore non protagonista (Delroy Lindo), sceneggiatura originale, casting, scenografia, fotografia, costumi, montaggio, trucco e acconciatura, sonoro, effetti visivi, colonna sonora originale e canzone originale per “I Lied to You”.

Il dominio di Coogler e la rincorsa di Anderson

Con questo risultato sbalorditivo, l’opera di Ryan Coogler riesce a superare il record precedente di quattordici candidature detenuto fino a oggi da pietre miliari del cinema come TitanicLa La Land ed Eva contro Eva. La pellicola si presenta come la favorita assoluta di questa edizione, ma dovrà vedersela con un altro gigante: si registra infatti un’incetta di candidature anche per Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson. Come già ampiamente preventivato dagli esperti, dato il grande successo riscosso anche ai Golden Globes, il film di Anderson ottiene 13 candidature, posizionandosi come il principale sfidante tecnico e artistico de I peccatori in quasi tutte le categorie principali.

L’Academy Award, o più semplicemente premio Oscar è il riconoscimento cinematografico più ambito
Tra delusioni e primati

Nonostante i grandi successi, la lista delle nomination porta con sé delusioni pesanti, a partire da quella per Wicked 2 – For Good, che incredibilmente non ottiene alcuna candidatura nei reparti “estetici” come miglior costumi e trucco hairstyle, categorie in cui tutti si aspettavano di vedere trionfare il lavoro di Jon M. Chu. Sorprende anche l’assenza di Julia Roberts, che non ha ottenuto la candidatura come miglior attrice protagonista per After the Hunt di Luca Guadagnino (un posto che avrebbe ampiamente meritato), così come il mancato riconoscimento per Paul Mescal come miglior attore protagonista per Hamnet.

 

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Di segno opposto è invece la doppia nomination, un po’ inattesa, di Emma Stone: con Bugoniaè in lizza sia come miglior attrice che come produttrice del film diretto da Yorgos Lanthimos. A soli 37 anni, è diventata la donna più giovane di sempre ad aver conquistato sette nomination in carriera e la prima attrice a ottenere una doppia candidatura per le categorie in cui è nominata nel 2026. Anche Timothée Chalamet stabilisce un nuovo record: a trent’anni è il più giovane attore ad aver ottenuto per tre volte la candidatura come miglior attore protagonista per Marty Supreme, il film diretto da Josh Safdie sulla vita del famoso giocatore Marty Reisman, medaglia di bronzo di tennistavolo ai mondiali, attualmente nelle sale.

Il panorama internazionale e il vuoto per l’Italia

Mentre il clima si scalda per la notte delle stelle, il numero di nomination scende a nove per l’atteso film norvegese Sentimental Value di Joachim Trier, che esce oggi nelle sale, per il Frankenstein di Guillermo del Toro e per lo stesso Marty Supreme, ormai considerato il film evento di questa stagione. In questo scenario di grandi nomi, l’Italia rimane purtroppo a secco. Il nostro Paese è ufficialmente fuori dalle candidature agli Oscar 2026: l’unica nomination sperata per il cortometraggio d’animazione Playing God di Matteo Burani e Arianna Gheller è stata un buco nell’acqua e non aveva avuto accesso neppure alla shortlist il film Familia di Francesco Costabile, che era in corsa per la categoria miglior film internazionale.

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