Morto Alex Zanardi: dalla F1 all’handbike, una vita per lo sport

L’Italia intera piange la scomparsa di Alex Zanardi, icona dello sport prima come pilota automobilistico e poi come campione paralimpico di handbike. Aveva 59 anni: è morto nella serata di ieri, venerdì 1 maggio, circondato dall’affetto dei familiari. Lascia una moglie e un figlio. Non compariva in pubblico dal 2020, dopo il secondo grande incidente della sua vita.

Una vita, la sua, caratterizzata da imprevisti, ma anche da grandi vittorie. Ma come diceva lui: «Non volevo dimostrare niente a nessuno, la sfida era solo con me stesso. Se il mio esempio è servito a dare fiducia a qualcuno altro, tanto meglio».

La vita da pilota automobilistico e l’incidente del 2001

La passione per i motori nasce durante l’infanzia, quando il padre Dino, idraulico, lo invitava a coltivare l’amore per lo sport. «Papà ha fatto di tutto per spingermi – raccontava in un’intervista al Corriere della Sera in occasione dei suoi 50 anni -. Ho fatto una gara in bici e lui dopo mi ha regalato una bici da corsa. Ne ho fatto una podistica e mi ha comprato subito scarpini superleggeri. Per lui, erano sacrifici, ma nella sua saggezza semplice, diceva che il segreto della vita è capire per tempo chi sei. Se no, l’occasione è già persa».

A 14 anni i primi passi nel mondo dei motori con il kart regalato proprio da papà Dino. Un rapporto che nel corso della sua carriera sarà sempre di odio e amore. Solo un anno prima aveva perso la sorella in un incidente stradale. Da lì la scalata, categoria dopo categoria, fino alle formule minori e all’esordio in Formula 1 il 29 settembre 1991 nel Gran Premio di Spagna con la Jordan, scuderia irlandese. Poi tre anni da Minardi e Lotus, scuderia con cui ottiene il miglior risultato in carriera: un sesto posto nel 1993 nel Gran Premio di Brasile.

 

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Lasciata la Formula 1, con cui avrà un nuovo contatto nel campionato 1999 sul sedile Williams, si cimenta nelle corse americane. Ed è proprio nella CART che nell’appuntamento europeo del 15 settembre 2001 la vita cambia in un attimo. In Germania, al circuito Lausitzring, viene centrato da un altro pilota durante la gara e l’incidente porta all’amputazione di entrambi gli arti inferiori.

La seconda vita da campione paralimpico e l’incidente del 2020

Negli anni successivi, Alex Zanardi scopre un’altra passione, sempre in ambito sportivo: l’handbike. Una disciplina che gli permette, nonostante l’handicap fisico, di continuare la sfida con sé stesso. Nel 2012 a Londra e nel 2016 a Rio de Janeiro conquista due ori alle Paralimpiadi e diventa un simbolo per tanti atleti italiani.

Alex Zanardi con l’handbike

Mentre sognava la sua terza Paralimpiade a Tokyo, disputata con un anno di ritardo nel 2021 a causa della pandemia da COVID-19, Zanardi rimane coinvolto in un altro incidente il 19 giugno 2020. Impegnato in una staffetta di beneficenza, nei pressi di Pienza, perde il controllo della sua handbike e finisce contro un camion che procedeva nella direzione opposta. Il casco non regge e la testa finisce contro una delle ruote del mezzo pesante.

Le condizioni sono gravissime e viene trasferito all’ospedale di Siena dove si sottopone ad un intervento d’urgenza di neurochirurgia. Dopo qualche mese riacquista coscienza e negli anni successivi fa ritorno a casa. La famiglia ha mantenuto riserbo sulle sue condizioni fino a ieri, quando ha annunciato la sua scomparsa. 

Il cordoglio dello Stato: le parole di Mattarella e Meloni per Alex Zanardi

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha voluto omaggiare con queste parole: «Come l’intera Italia avverto profondo dolore per la morte di Alex Zanardi. Sportivo di eccelse qualità, ha dimostrato straordinaria personalità anche dopo il gravissimo incidente che ha subito. Divenuto campione paralimpico, è stato per tutti questi anni punto di riferimento di tutto lo sport, amato e ammirato anche per il coraggio, la resilienza e la capacità di trasmettere entusiasmo. La sua figura ha rappresentato punto di riferimento anche oltre il mondo dello sport e lo rimarrà nel ricordo degli italiani. Esprimo alla famiglia la vicinanza della Repubblica».

Si è accodata al Capo dello Stato anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che sui social lo ha ricordato così: «L’Italia perde un grande campione e un uomo straordinario, capace di trasformare ogni prova della vita in una lezione di coraggio, forza e dignità. Alex Zanardi ha saputo rimettersi in gioco ogni volta, affrontando anche le sfide più dure con determinazione, lucidità e una forza d’animo fuori dal comune. Con i suoi risultati sportivi, con il suo esempio e con la sua umanità, ha dato a tutti noi molto più di una vittoria: ha dato speranza, orgoglio e la forza di non arrendersi mai. A nome mio e del governo rivolgo un pensiero commosso e la più sincera vicinanza alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Grazie di tutto, Alex».

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