Le medaglie d’oro più preziose di sempre. I 700 trofei delle Olimpiadi e delle Paraolimpiadi di Milano-Cortina 2026 saranno infatti i più cari di sempre in termini di valore dei materiali. Complice l’aumento vertiginoso dei metalli preziosi, dai Giochi di Parigi 2024 a oggi i prezzi di oro e argento sono aumentati rispettivamente del 107% e del 200%. Un’impennata che trasforma ogni medaglia in un piccolo lingotto e che rende quelle di Milano-Cortina le più “care” mai appese al collo di un atleta.
Quanto valgono oggi
Un valore più alto che mai: con l’oro che oggi viaggia intorno ai 133 euro al grammo, una medaglia d’oro olimpica ha un valore di circa 1.950 euro, più del doppio rispetto alle Olimpiadi di Parigi 2024. Anche l’argento beneficia dello stesso vento favorevole e porta il valore di una medaglia d’argento a circa 1.185 dollari. Molto più contenuto, invece, il valore delle medaglie di bronzo essendo composte principalmente da rame. Con un peso di circa 420 grammi, valgono infatti appena 5,60 dollari l’una.
Eppure l’oro olimpico, da oltre un secolo, è tutto fuorché oro. Solo fino al 1912 le medaglie sono state realizzate in oro massiccio. All’epoca pesavano circa 26 grammi ma il prezzo, nonostante tutto, era meno di 20 dollari. Poi arrivò la Prima guerra mondiale, la cancellazione dei Giochi del 1916 e la necessità di contenere le spese. Dal 1920, ad Anversa, iniziò l’era della placcatura. Oggi una medaglia d’oro pesa circa 506 grammi, ma contiene solo sei grammi di oro puro. Tutto il resto è argento 999. Oro di nome, dunque, più che di sostanza.
Le medaglie come oggetti di scambio
Se il valore monetario resta relativamente limitato e volatile, quello simbolico è di gran lunga superiore. Non è raro, infatti, che le medaglie olimpiche diventino oggetto del desiderio dei collezionisti, facendo lievitare il loro prezzo in modo vertiginoso. Il caso più celebre è quello di Jesse Owens, che vinse quattro ori alle Olimpiadi di Berlino del 1936: una di quelle medaglie è stata venduta all’asta per oltre 1,4 milioni di dollari, circa 1,2 milioni di euro.

Ma non si tratta solo di collezionismo. In momenti di difficoltà, le medaglie possono diventare anche oggetti di risorsa, come il caso di Ryan Lochte, uno dei nuotatori più vincenti della storia olimpica, che dopo il divorzio con la moglie Kayla Reid ha deciso di mettere in vendita tre ori olimpici, venduti all’asta per quasi 400 mila dollari.
Quanto guadagnano gli atleti olimpici
Oltre al valore della medaglia, le Olimpiadi comunque non prevedono un compenso diretto per gli atleti al momento della vittoria: i premi vengono infatti stabiliti dai singoli paesi. L’Italia è tra quelli più generosi in Europa: per Milano-Cortina il CONI riconoscerà 180 mila euro per l’oro, 90 mila per l’argento e 60 mila per il bronzo.
Un premio che, come annunciato dal ministro per lo Sport Andrea Abodi, sarà per la prima volta esentasse. La nazione che offre il premio più alto in assoluto per una medaglia d’oro è però Singapore, che ha messo sul piatto un milione di euro, ma le possibilità di medaglie per questo paese restano tuttavia molto basse: Singapore schiera infatti un solo atleta, Faiz Basha, in tutte le competizioni. Un sogno milionario, un’unica possibilità.