Master 1000 Miami, Sinner avanza agli ottavi e stabilisce un nuovo record

Un altro record da mettere in bacheca. A Miami, con la netta vittoria contro Corentin Moutet (6-1; 6-4) in poco più di un’ora di gioco, Jannik Sinner supera Novak Djokovic nella classifica dei set consecutivi vinti nei Master 1000. Da quando nel 1990 esiste questa categoria, nessuno aveva fatto meglio dei 24 del serbo, almeno finora. Con questa vittoria l’azzurro è infatti salito a quota 26: 10 nella vittoria a Parigi lo scorso novembre, 12 nel successo a Indian Wells ottenuto domenica 15 marzo e 4, per ora, in Florida.

Regolarità, ma anche genio

La costanza è il suo punto di forza indiscusso, sotto questo aspetto non ha eguali. Nemmeno Alcaraz, che nella doppia trasferta americana si è riscoperto fragile dopo un inizio di stagione da dominatore assoluto. «È un maestro della regolarità, quasi un robot», ha detto di recente Joao Fonseca. Vero, ma Sinner è anche molto altro e il tempo lo sta rivelando. Nella sfida di sedicesimi contro l’estroso Moutet, Sinner si è divertito e ha fatto divertire.

Colpi dietro alla schiena, pallonetti vincenti e scambi sotto rete a cui siamo poco abituati. Smentendo, pur senza sentirne il bisogno, tutti coloro che vedono in lui “solo” un gran colpitore di palla. E dimostrando anche di essere anche uno dei giocatori più corretti sul circuito. Durante l’incontro, infatti, Jannik ha ammesso di aver toccato con la racchetta una palla del francese finita fuori, concedendo spontaneamente il punto all’avversario.

Tabellone sguarnito

Delle prime 16 teste di serie, agli ottavi ne rimangono solo tre: Sinner, Fritz e Zverev. Una ghiotta occasione per il tennista altoatesino di puntare al “Sunshine Double”, la doppietta Indian Wells e Miami. Un’impresa riuscita a 11 giocatori nella storia, sette uomini e quattro donne. Al prossimo turno il numero due del mondo affronterà lo statunitense Alex Michelsen, buon giocatore ma che tecnicamente non dovrebbe avere i mezzi per impensierire l’azzurro.

Il primo vero ostacolo potrebbe arrivare in semifinale contro Zverev, in quella che sarebbe la rivincita del penultimo atto di Indian Wells vinto in due set da Jannik. Ma l’evolversi del torneo rappresenta un’opportunità anche per lo stesso tedesco e per Fritz, beniamino di casa, che cercheranno a loro volta di sfruttare un tabellone più agevole. Per una volta senza uno dei due ragazzi terribili, che da un paio di anni a questa parte monopolizzano i grandi palcoscenici.

Sinner e Zverev alla premiazione dell’Australian Open 2025
(Di nuovo) tutti sul carro

Che Sinner sia il faro dello sport italiano, non lo scopriamo oggi. La portata di interesse che ha generato, però, si può osservare con un metodo che non ha unità di misura precisa, ma valore simbolico. Con lui la gente adotta il metro di giudizio che nel nostro Paese è riservato al calcio: quello per cui quando perdi sei incapace e in crisi, quando vinci un fenomeno insuperabile. Sono bastate una sconfitta in semifinale contro Djokovic e quella di Doha contro Mensik, per leggere e ascoltare le sentenze più assurde.

«È finito», «non vincerà più», «Alcaraz è un giocatore, non lui». Tutto rimangiato a distanza di poche settimane. Jannik vince a Indian Wells e continua a dominare a Miami, mentre l’amico-nemico Carlitos incappa in due sconfitte inattese. E allora la narrativa si inverte, come d’incanto. Pretendere che questo tifo cambi, è impossibile. Piuttosto vale la pena notare come Sinner sia diventato un argomento di cronaca quotidiana in Italia. Che forse, lo rende ancora più grande di quanto non lo facciano record e trofei.

Pietro Santini

Cresciuto tra le montagne trentine, in città costruisco le mie basi da giornalista. Per fare dello sport, la mia grande passione, un lavoro. Collaboro con il quotidiano l'Adige. Ho svolto uno stage al canale tv di Sport Mediaset.

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