L’ultima pagina della Hoepli: Milano perde un pezzo di storia lungo 156 anni

Una storia lunga un secolo e mezzo, intrecciata con quella della città che la ha sempre ospitata, Milano, che ora assiste inerme alla sua fine. Dopo 156 anni chiude la storica libreria della Hoepli, fondata nel lontano 1870. Il consiglio di amministrazione ha deciso lo scioglimento della società e la sua messa in liquidazione. In un comunicato, i soci hanno scritto di aver preso questa decisione dopo aver valutato le perdite di esercizio legate all’andamento del mercato editoriale e l’impossibilità di risolvere un conflitto interno tra i due rami della famiglia proprietaria che dura da anni.

Uno svizzero col pallino dei libri

Nel corso di tutti questi anni ha cambiato sede più volte, dallo storico palazzo in Galleria De Cristoforis a quello attuale a ridosso di Piazza Meda. A fondarla uno svizzero col pallino dei libri, Ulrico Hoepli. Originario di un piccolo paese del Canton Turgovia, inizia il suo apprendistato nel mondo dei libri e dell’editoria a 14 anni, come garzone, alla libreria Schabelitz di Zurigo.

Ulrico Hoepli, fondatore della casa editrice Hoepli

A soli 23 anni aveva quindi già una notevole esperienza quando rilevò, per un prezzo di 16 mila lire, la libreria di Theodor Laengner, e cominciò la sua fortunata avventura milanese.

Una storia milanese

La Hoepli diventa subito un punto di riferimento della borghesia colta milanese, che qui trova libri di antiquariato ma anche testi scientifici che rappresenteranno da qui in avanti uno dei suoi punti di forza. D’altronde la stessa cultura milanese è sempre stata incentrata su un certo tipo di pragmatismo, partendo dagli studi ingegneristici inaugurati sotto l’egemonia asburgica, passando per la celebre rivista Il Politecnico diretta da Elio Vittorini del secondo dopoguerra. Famosissimi poi i manuali. Non a caso il loro bestseller fu il «Manuale dell’ingegnere» di Giuseppe Colombo del 1877 con decine di edizioni.

Opere di ogni genere

Man mano nel catalogo, sempre molto ricco sul piano dell’alta divulgazione tecnica e scientifica, si accumularono opere di ogni genere. Narrativa per l’infanzia, classici della letteratura, libri di viaggio e anche riviste dirette al pubblico femminile. Arrivando a due pubblicazioni monumentali. A inizio secolo scorso la «Storia dell’arte italiana» firmata da Adolfo Venturi, pioniere della materia, e il Codice Atlantico di Leonardo Da Vinci.

Marco Fedeli

Calciofilo, milanese ma col cuore al mare. Mi occupo di sport e di esteri, ma anche di intelligenza artificiale. Ho svolto lo stage a Sky Sport.

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