Londra cancella Parigi, Sinner vince Wimbledon per la seconda volta consecutiva

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“Se saprai incontrare il trionfo e il fallimento e trattare questi impostori alla stessa maniera”. C’è scritto così sulla parete del tunnel che porta sul Centrale di Wimbledon e Sinner ne è stato in grado. Al Roland Garros è caduto negli inferi, vedendo svanire il principale obiettivo della stagione. A Londra, proprio come l’anno scorso, è tornato in Paradiso battendo in finale un’ottima versione di Zverev con il punteggio di 6-7; 7-6; 6-3; 6-4. Per Jannik è il quinto Grande Slam della carriera, il secondo sui prati londinesi.

La partita

Sono i servizi a fare da padroni in una finale di Wimbledon che comincia all’insegna del grande equilibrio. Zverev annulla l’unica palla break del primo parziale nell’ottavo gioco e si arriva al tiebreak. Il tedesco muove benissimo il gioco con il dritto, suo tallone d’Achille in molte circostanze, e proprio grazie a un vincente con questo fondamentale incamera il set. Il copione si ripropone nel secondo parziale, con Sinner che fatica a trovare un antidoto al servizio micidiale del nuovo numero 2 del mondo. Si procede on serve fino ad un nuovo sei pari. Questa volta l’azzurro è fenomenale e porta fino in fondo il vantaggio accumulato a inizio tiebreak. 7-6; 6-7, impossibile immaginare un match più tirato.

Il primo break della partita arriva dopo tre ore ed è a tinte italiane. Avanti 4-3 Sasha cede la battuta e Jannik la tiene a zero nel gioco successivo: due set a uno. Nel fatidico settimo gioco del quarto, il campione uscente conquista trova l’allungo che lo lancia ad ali spalancate verso il traguardo finale. Quando va a servire per il match, però, Zverev dà fondo a tutte quelle energie rimaste in corpo e si porta 15-30, ma Sinner ha altre idee. Gli ultimi due punti sono una meraviglia per gli occhi: sul 30 pari conquista il match point con un recupero di palla corta da standing ovation, sul match point manovra perfettamente lo scambio e chiude con un dritto lungolinea vincente che sembra un déjà-vu del primo Australian Open. E anche oggi, come quella volta, finisce sdraiato a pancia in su e con le mani che coprono gli occhi visibilmente lucidi.

Un cimelio in più

Potrebbe ritirarsi domani e avrebbe comunque una bacheca da fare invidia al 99% di tutti i colleghi. Con il secondo Wimbledon consecutivo diventano infatti cinque i Grandi Slam vinti da Sinner (Australian Open 2024 e 2025 e Us Open 2024). A cui vanno sommate le due vittorie alle Atp Finals, dieci Master 1000 con tanto di Carrer Golden Master (vincerli tutti almeno una volta) e un duplice trionfo con la maglia dell’Italia in Coppa Davis. Una carriera già leggendaria, con un futuro roseo all’orizzonte.

Jannik Sinner
Jannik Sinner vince l’Australian Open 2025
Quando il gioco si fa duro

La squalifica per il caso Clostebol e il ritorno subito da protagonista. I tre mach point mancati consecutivamente al Roland Garros 2025 e il trionfo a Wimbledon qualche settimana dopo. La sconfitta in finale contro Alcaraz allo US Open e il titolo alla Finals. E adesso, di nuovo Londra che restituisce ciò che Parigi e quei guai fisici avevano tolto. C’è chi nelle difficoltà ci rimane intrappolato e chi ne fa uno stimolo per migliorare, Sinner rientra nella seconda categoria.

I momenti difficili colpiscono anche il numero 1 del mondo, ma quello che lo rende diverso dagli altri è il suo modo di affrontarli. Con il lavoro quotidiano e la cura maniacale dei dettagli, nella sua bolla a cui ha accesso il team, la famiglia e pochi altri. Partendo dalle cose semplici di tutti i giorni, che lo fanno stare bene fuori dal campo consentendogli di performare al meglio quando Jannik ragazzo di 25 anni diventa Jannik Sinner, il tennista più forte di tutti.

Pietro Santini

Cresciuto tra le montagne trentine, in città costruisco le mie basi da giornalista. Per fare dello sport, la mia grande passione, un lavoro. Collaboro con il quotidiano l'Adige. Ho svolto uno stage al canale tv di Sport Mediaset.

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