Quando si nomina Sigonella a venire in mente è la crisi diplomatica del 1985, quando l’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi ha negato a Ronald Reagan la consegna di un commando terrorista del Fronte di liberazione della Palestina fatto atterrare dai jet Usa nella base militare siciliana. Oggi Sigonella torna al centro del dibattito politico. L’Italia infatti ha negato agli Stati Uniti l’uso della base. Una decisione dovuta a un errore da parte degli americani, ma che ha il suo peso nei rapporti tra Italia e Washington.
L’autorizzazione mancata
Gli asset aerei sarebbero dovuti atterrare nella base per poi partire verso il Medio Oriente. Ma nessuno in Italia è stato avvertito. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, lo ha saputo direttamente dallo Stato maggiore dell’Aeronautica. È stato lui ad avvertire il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha deciso di negare agli aerei il permesso di atterrare. Nessuno degli americani infatti ha chiesto l’autorizzazione o ha consultato i vertici militari italiani. Il piano è stato comunicato, ma quando gli aerei erano già in volo verso Sigonella. Giorgia Meloni in una nota ha poi chiarito che «l’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal Governo alle Camere».
L’uso delle basi americane in Italia
Secondo le prime verifiche non si trattava di normali voli logistici, che sono compresi e regolati dai trattati con il nostro Paese. Quindi i due aerei diretti in Medioriente non possono atterrare a meno che non ci siano emergenze. Crosetto lo aveva già confermato in Parlamento: ogni operazione che non rientra nei trattati deve prima essere autorizzata da Camera e Senato.
Gli accordi che regolano le basi statunitensi risalgono al 1954. Sono consentite le operazioni logistiche, ma tutto quello che è legato ad azioni di combattimento diretto deve essere prima autorizzato dal Governo. E sia Crosetto che Meloni hanno promesso di passare per il Parlamento prima di dare qualsiasi autorizzazione.
La reazione delle opposizioni
La decisione ha provocato le reazioni dell’opposizione. Per Angelo Bonelli, leader di Avs, «quello di Sigonella un atto dovuto. Il governo ha sempre sostenuto che i trattati vanno rispettati, e in questo caso è stata presa una decisione coerente con questo principio». Quindi «il governo dovrebbe avere il coraggio di fare un passo in più: prendere una posizione chiara e netta, e segnare una distanza dalle politiche di questo bullo del pianeta, come Donald Trump, pensa di governare il mondo attraverso la supremazia militare».
Carlo Calenda, leader di Azione, approva la decisione del governo: «non c’è ragione di un approccio sottomesso» nei confronti degli Usa «ed è giusto e corretto che le basi non vengano date» ha detto a Skytg24. «Ricordo – aggiunge – che Trump ci ha dato dei codardi e non si può più accettare di essere calpestati come siamo calpestati».