C’è una nuova stella nel firmamento nerazzurro, e brilla d’argento. È la stella della decima Coppa Italia della storia della Beneamata. L’Inter batte la Lazio 2-0 all’Olimpico e si aggiudica la coccarda numero dieci nel segno del suo dieci, quello del capitano Lautaro Martinez. I nerazzurri completano la doppietta stagionale e staccano la Roma, ferma a nove, per vittorie nella coppa nazionale. Davanti è rimasta solo la Juventus, a quota 15.
Una stagione da 10, per dirla con il gioco di parole che si addice a questa notte: Cristian Chivu diventa il terzo allenatore della storia nerazzurra a vincere Scudetto e Coppa Italia nella stessa stagione, dopo Roberto Mancini (2006/07) e José Mourinho (2009/10). Nella finale di coppa di quel 2010, che si sarebbe concluso con l’estasi della notte di Madrid, Chivu era in campo. Sulla panchina dell’Inter, l’ex difensore ha inciso a grandi lettere il suo nome nella storia del club e del calcio italiano: nessuno era mai riuscito a conquistare il double nello stesso anno da giocatore e da allenatore. Cristian è il primo in assoluto.
LA FINALE
Tutti si erano preparati a vedere doppio, e così è stato. In soli quattro giorni l’Inter ha affrontato due volte i biancocelesti e il copione è stato praticamente lo stesso. Una manifesta superiorità degli uomini di Chivu che hanno battuto in finale di Coppa Italia una Lazio fin troppo arrendevole. La squadra di Maurizio Sarri, che ha visto la partita da spettatore in tribuna per squalifica, ha il grosso demerito di aver disputato un primo tempo troppo passivo, lasciando il pallino del gioco ai freschi Campioni d’Italia.
I biancocelesti non hanno fatto loro la lezione subita nella 36esima giornata di campionato, che aveva visto l’Inter scudettata passeggiare e vincere con un rotondo 3-0 sul prato dell’Olimpico. Come nella gara di campionato, le aquile hanno volato basso, troppo basso. La Lazio ha schierato un blocco arretrato, affidandosi alle ripartenze di Zaccagni e Isaksen, decisamente sotto tono. Non appena cede un centimetro però viene puntualmente punita da Lautaro e compagni.
L’@Inter vince la sua decima #CoppaItaliaFrecciarossa 🏆#LazioInter pic.twitter.com/7ShUvdabL0
— Lega Serie A (@SerieA) May 13, 2026
Dimenticabile la prestazione di Nuno Tavares, incapace di reggere la pressione che gli mette Dumfries non appena entra in possesso del pallone. Da un contrasto tra i due terzini nasce il rimpallo che porta al calcio d’angolo che regalerà il gol — o meglio l’autogol — che stappa la partita. Dalla bandierina si presenta il solito Dimarco, che crossa verso il centro dell’area. Thuram la spizza e trova la deviazione di Marusic, che trafigge un incolpevole Edoardo Motta. Al 35′ è ancora Dumfries ad aggredire l’esterno portoghese: gli ruba il pallone e serve al centro dell’area Lautaro Martinez, che stampa il 2-0 finale.
All’Inter basta solo un tempo, condito da due regali di una Lazio mai all’altezza, per colorare per la decima volta di nerazzurro il cielo della capitale. Quando il triplice fischio dà inizio alla festa nerazzurra, il suo popolo è già in estasi. Dieci Coppe Italia in bacheca e un double cucito addosso a una squadra che non conosce la parola accontentarsi. La stella d’argento ora splende alta, sopra l’Olimpico, sopra Milano, sopra tutto. E domani, quando si conteranno le stelle nel cielo nerazzurro, ce ne sarà una in più.
CAMP10NI
Dopo la disfatta dell’ormai famoso 31 maggio della passata stagione l’Inter sembrava avviarsi verso il tramonto di un ciclo. Tutto l’ambiente però ha ritrovato nuova linfa con l’arrivo di Chivu. «Prima del Mondiale per Club mentalmente non stavano bene, ho cercato di fare del mio meglio per stare vicino agli uomini oltre che ai calciatori», ha detto il tecnico.
«Nuovo ciclo vincente? Ci godiamo quel che di buono abbiamo fatto, non è mai scontato e semplice vincere Scudetto e Coppa Italia e portare a buon fine una stagione così». Un’ottima stagione, ma con il neo di quell’uscita prematura nei quarti contro il Bodø/Glimt, in cui si poteva e doveva fare di più. «Do un 10 a tutta la squadra, con la menzione che si può migliorare ancora perché le aspettative saranno più alte», conclude ai microfoni di Sport Mediaset.
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Poi ha preso la parola il capitano, Lautaro Martinez: una stagione da vero trascinatore con 22 gol in tutte le competizioni e la gioia di essere diventato il terzo marcatore all-time nella storia del club con 175 reti. «Ha un significato importante, perché non era semplice ripartire dopo quello che era successo l’anno scorso. Sicuramente si parla tanto dell’Inter, ma dobbiamo continuare sulla nostra strada e a far arrivare titoli, che è quello che vogliamo ogni stagione».
Nella notte della decima, el Toro di Bahía Blanca non tradisce. Contro la Juventus (4-2) era rimasto a guardare, nella finale della nona aveva ribaltato da solo la Fiorentina con una doppietta (2-1) da capitano vero. Mercoledì sera ha chiuso i conti al 35′, con la freddezza di chi sa che certi appuntamenti non si possono mancare. Lautaro Martinez e la Coppa Italia: un amore che si rinnova, una firma che diventa sigillo.