Legge elettorale, è scontro sui tempi

Lo Stabilicum arriverà venerdì 26 giugno alla Camera, come voluto dal centrodestra. Il testo ora è fermo alla commissione Affari Costituzionali dove i lavori dovrebbero finire domani. La maggioranza non esclude un’accelerazione, ma le opposizioni in una lettera indirizzata a Lorenzo Fontana chiedono più tempo per esaminare circa un centinaio di emendamenti. Almeno un paio di settimane. Il timore è che alcune proposte non vengano considerate.

L’esame degli emendamenti

A chiudere all’ipotesi di un differimento è il presidente della commissione, Nazario Pagano. «Non mi risulta una disponibilità della maggioranza a uno slittamento a luglio» conferma all’Ansa. Pagano aveva già annunciato giovedì 18 giugno il contingentamento degli interventi in discussione, ridotto a tre minuti per dichiarazione di voto. «Abbiamo esaminato 10 proposte emendative in 10 ore e 40 minuti di seduta» ha spiegato. Troppo tempo se si vuole portare il testo alla Camera venerdì e arrivare all’approvazione entro l’inizio della pausa estiva. Appena in tempo per delle eventuali elezioni anticipate, che potrebbero arrivare già ad aprile 2027. A condizione che la legge elettorale sia licenziata dalla commissione entro questa settimana. Il rischio sennò è quello di doverla calendarizzare nuovamente in autunno, quando ricominciano i lavori del Parlamento.

Cosa succede se non vengono rispettati i tempi

Esclusa questa possibilità, le strade per il Governo sono due: porre la fiducia sulla proposta di legge, in modo da accelerare i tempi e approvarla comunque entro metà luglio, oppure portare il testo in Aula senza un mandato del relatore. Questo significherebbe votare solamente l’ultima delle quattro proposte di modifica presentate dalla maggioranza e licenziare il testo senza alcuni emendamenti successivi ma fondamentali, come quelli sulle preferenze.

Su questo punto in particolare tra le ipotesi c’è quella di un capolista bloccato abbinato alle preferenze. Un tentativo di Fratelli d’Italia per trovare un punto di incontro con Lega e Forza Italia che sono contrari. Anche i partiti al di fuori dell’area di governo rimangono divisi sul tema: nel Pd l’area di Stefano Bonaccini è a favore, mentre sono più freddi fraceschiniani e Articolo 1. Futuro Nazionale invece le vorrebbe reintrodurre. Il voto agli emendamenti è segreto, e già qualcuno in Fratelli d’Italia minaccia di disertare, trovare un accordo con gli altri partiti di governo è fondamentale per Meloni se vuole inserire le preferenze nella bozza finale del testo.

Chiara Brunello

Scrivo di cronaca nera, politica interna ed esteri. Tra una lezione e l'altra faccio regia per il podcast Extrabutter.

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