Che i figli degli ex campioni seguano le orme dei genitori nello sport è una storia che si ripete spesso. Molto più raro, invece, è che riescano a superarli. È proprio quello che è accaduto nell’atletica italiana, dove un record che sembrava destinato a restare in famiglia è stato sì confermato, ma con un nuovo nome in cima alla lista.
Una nuova storia
Nella nona tappa della Diamond League, a Eugene, la 24enne Larissa Iapichino ha stabilito il nuovo record italiano del salto in lungo con la misura di 7,12 metri, migliorando di un solo centimetro il primato che apparteneva dal 22 agosto 1998 a sua madre, Fiona May. Quel giorno, ai Campionati Europei di Budapest, May aveva firmato uno storico 7,11. Ventisette anni dopo, è stata la figlia a riscrivere la storia.
Una scarpa rotta e la paura che il salto fosse nullo. Poi la voce del papà allenatore, Gianni Iapichino: «Lari, è record italiano!» E così, già al primo salto, Larissa ha battuto il record della madre, chiudendo poi la gara con 3 nulli e un 6.91 all’ultima prova, ottenendo così il primo posto a livello europeo e il secondo a livello mondiale. Proprio come la madre che in quello storico agosto di quasi ventotto anni fa a Budapest scriveva la storia dell’atletica italiana, anche Larissa ha chiuso la prova in seconda posizione, beffata di un centimetro dalla campionessa olimpica in carica, la statunitense Tara Davis – Woodhall.
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Sulla pedana di Hayward Field, palcoscenico internazionale per i migliori talenti mondiali dell’atletica, la vicecampionessa del mondo indoor ha infranto il suo personale di 7.06 realizzato il 31 maggio 2025 a Palermo e ha migliorato di 19 centimetri lo stagionale 2026 realizzato ad Ancona.
Di madre in figlia
Per decenni il record di 7,11 metri di Fiona May ha rappresentato un simbolo di eccellenza per l’atletica italiana. Un risultato storico che la pluricampionessa mondiale e doppio argento olimpico ha fissato solo quattro anni prima della nascita della sua erede. Un passaggio di testimone che si è consolidato solo a Eugene, ma che è stato coltivato sin da quando la piccola Larissa guardava la madre incantare gli stadi. Il primo approccio concreto con l’atletica è arrivato a Calenzano, in provincia di Firenze, poi l’approdo nell’atletica Firenze Marathon. Eppure, l’amore per la categoria di cui la madre ne era portabandiera è arrivato solo in un secondo momento. A 14 anni, infatti, Iapichino si è laureata campionessa italiana cadetti nei 300 ostacoli, per poi scegliere il salto in lungo solo due anni dopo.

Archiviata la doppia delusione per le eliminazioni ai Mondiali del 2022 e del 2025, nonostante l’oro europeo indoor ad Apeldoorn, la saltatrice azzurra ha cambiato tono nel 2026 laureandosi vice campionessa mondiale a marzo ai Mondiali indoor di Torun. Tra un mese sono in programma i Campionati Europei di Birmingham (10-16 agosto), vero grande obiettivo stagionale: ci arriverà con una consapevolezza nuova, rientrando di diritto tra le favorite.