Donald Trump mobilita masse e movimenti, non a caso è stato eletto per due volte presidente degli Stati Uniti d’America. In questo secondo mandato però il presidente Maga ha mobilitato anche un altro tipo di movimento: quello che sta spostando il baricentro del partito Democratico verso sinistra.
Dai Maga ai Socialisti
La popolarità di Trump è in continuo calo. Lo era da tempo, ma la guerra in Iran ha accelerato il processo. Ora è ai minimi storici: i continui cambi di opinione, minacce avventate e aneddoti inventati (l’ultimo ha visto protagonista la nostra presidente del Consiglio Giorgia Meloni) stanno molto probabilmente facendo vergognare anche l’establishment repubblicano e Maga fedele al presidente. La stessa nipote di The Donald, Mary L. Trump, psicologa clinica, ha un giudizio lapidario dello zio: «È un uomo profondamente insicuro. Potrebbe essere la persona più debole che abbia mai incontrato. In più, è in grave declino cognitivo». Un giudizio così negativo del leader populista e nazionalista sta accelerando un processo di radicalizzazione a sinistra del partito Democratico, che ha come figura chiave un gentiluomo di 84 anni: Bernie Sanders.
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Mr. Bernie Sanders
Mr. Sanders è l’unico socialista nel Parlamento americano. Un personaggio che è diventato anche un meme nel 2021, per il suo apparel il giorno del giuramento di Joe Biden e Kamala Harris. Sanders si è sempre identificato come socialista democratico, sostenitore di un’economia più egualitaria e di redistribuzione dei redditi. Nel 2016 si candidò alle primarie democratiche rivelandosi fin da subito una seria minaccia alla corsa di Hillary Clinton, fino ad allora favorita. Perse, ma raccolse il 40% delle preferenze. Poi lasciò il via libera a Joe Biden. Oggi, dall’alto dei suoi 84 anni, è ancora protagonista di un importante attività politica: ha tenuto un tour per 21 Stati chiamato Fighting Oligarchy ed è stato il primo – e unico – senatore a denunciare il genocidio palestinese. Sanders proviene da una famiglia di immigrati ebrei. Queste sue radici familiari hanno svolto un ruolo decisivo nel cambiamento delle posizioni filo-israeliane che sta prendendo piede in America.
I nuovi Democratic Socialist of America
Il Democratic Socialists of America è un partito autonomo, ma che in genere si allea con i Democratici. Oggi l’eredità di Bernie Sanders è una corrente organizzata capace di influenzare il partito e reclutare nuove giovani leve. A dare fiducia e una spinta ulteriore è l’esperienza di successo di Zohran Mamdani a New York. Il primo sindaco musulmano della città si insediato ormai da più di 5 mesi e la sua amministrazione si è rivelata pragmatica e in grado di districarsi tra compromessi per raggiungere obiettivi. Non solo Mamdani però.

La diretta erede di Sanders è la carismatica Alexandria Ocasio-Cortez. Classe: 1989. Origini: portoricane. Palestra di crescita: il Bronx. La sua storia è da vero e proprio astro nascente contro l’establishment democratico finanziato dai grandi donatori, schierata a favore della working-class, auto-definita socialista e la più giovane donna di sempre eletta al Congresso americano. Era il 2019, AOC aveva 29 anni. Queste nuove leve uniscono la working-class, la diversità etnica americana, le nuove aree urbane trasformate dalla “gentrificazione”, che unisce universitari e giovani professionisti. Emblema dell’unione di queste caratteristiche è l’ascesa di Abdul El-Sayed, medico e responsabile della sanità pubblica di Detroit, ha un seguito forte tra gli elettori arabo-americani e tra i giovani sotto i trentacinque anni schiacciati dal costo della vita. El-Sayed è già definito «il Mamdani del Midwest».
Le ali americane: due poli opposti e complementari
Bernie Sanders ha costruito una base a cui lasciare l’eredità. Una base che sta già rompendo record (“più giovane”, “primo”, “storico”) e spostando il baricentro del partito democratico verso sinistra. Anche questo si può chiamare effetto-Trump. La nascita di leader quarantenni e trentenni che potrebbero iniziare a guardare al 2028, quando Sanders non si candiderà per evidenti limiti anagrafici. Tuttavia c’è da essere prudenti. Le visioni socialiste funzionano bene nei collegi urbani e alle primarie, ma potrebbe non essere così per l’elettorato generale. L’America è pur sempre composta da tutti i cinquanta Stati, comprese le vaste – e storicamente repubblicane – praterie del centro. Bisognerà quindi vedere se questo scivolamento a sinistra danneggerà o favorirà i Democratici. Il primo test sarà a novembre con i midterm.
Dal populismo nazionalista al socialismo democratico. La politica a stelle e strisce oggi è trainata dalle ali dei due partiti. Sempre più lontani ma più sinergici che mai.
