La trappola del vaglia postale: storia di un raggiro “guidato” passo dopo passo

A chi non è mi capitato di volersi sbarazzare di qualche vecchio mobile o oggetto, rimasto a prendere la polvere per troppo tempo sugli scaffali. Se fino a dieci anni fa avremmo riempito gli scatoloni e li avremmo portati al mercato delle pulci, ormai rivendere i propri articoli sul web è facile. Basta pubblicare un annuncio, come un banale post su Instagram, e aspettare i possibili acquirenti. Tutto facile, fin troppo. Perché la truffa è sempre dietro l’angolo. Subito.it, sito numero uno in Italia per la compravendita di oggetti nuovi e usati, ospita, oltre ad onesti utenti, anche chi ha intenzioni truffaldine.

“Ti accompagno allo sportello”

Tra le svariate categorie di truffe e inganni che i disonesti possono mettere in campo, questa la potremmo definire una truffa “telecomandata”, anche se internet l’ha già titolata come “la truffa dello sportello”. Funziona così: pubblichi un annuncio per vendere un articolo, qualche interessato ti contatta. L’interesse diventa conferma e la compravendita sembra ormai saldata, manca solo il pagamento. E qui entra in gioco il vaglia postale. Oggetto arcaico per le nuove generazioni, non è altro che uno strumento di pagamento di Poste Italiane che permette di inviare e ricevere denaro in modo sicuro, anche a chi non possiede un conto bancario o postale. Arrivati a questo punto della vendita, non resterebbe che incassare il denaro. Peccato che, invece che riceverlo, verrete accompagnati telefonicamente passo passo ad inviare la somma al furbetto dall’altra parte della cornetta.

Il vaglia postale si invia tramite un operazione di sportello automatico
Il vaglia postale: l’arma del misfatto

Per prevenire che i propri onesti utenti finiscano nella rete di qualche furbetto, Subito.it fornisce un vademecum sulle possibili truffe che si possono incontrare sul sito. Ma non sempre questo basta, ed è il caso di D., 58 anni, che ha provato a vendere il proprio divano sul sito web. «Avevo già venduto diversi articoli su Subito, quindi non avevo dubbi quando una ragazza mi ha contattato chiedendomi informazioni sull’articolo che stavo vendendo» racconta D., «mi ha chiesto di effettuare il pagamento con vaglia postale, mi è sembrato strano e non sono molto abituato a questo metodo di pagamento, ma comunque lei si è mostrata disponibile a spiegarmi come dovevo fare, e mi ha letteralmente accompagnato telefonicamente allo sportello. È stato quando mi son trovato davanti all’ATM che ho capito, ho chiuso la chiamata e son entrato in Posta. Mi hanno confermato che stavano per truffarmi».

Quando i soldi sono ormai inviati, non c’è più molto da fare. La Polizia Postale può segnalare l’utente al sito web, verificare il numero di telefono, anche se solitamente chi mette in atto queste truffe utilizza numeri di telefono temporanei e sim usa e getta. Una truffa semplice, ma ben studiata, che permette ai furbetti di scagionarsi dal misfatto nel momento stesso in cui lo compiono.

Carola Mariotti

Classe 1999. Sinologa. Mi piace parlare di Cina, più in generale di esteri. Sono sempre stata curiosa di ciò che succedeva nel mondo lontano a me, ma tenendo un occhio anche sulle cronache più vicine.

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