Kim Jong-Un è stato rieletto segretario generale del Partito dei Lavoratori al potere in Nord Corea, confermando la sua posizione da leader unico del paese. Le elezioni sono avvenute in occasione della quinquennale Assemblea Popolare Suprema, che si è tenuta dal 19 al 25 febbraio nella capitale Pyongyang.
LA RIELEZIONE
All’assemblea hanno presenziato 5000 delegati nominati dal partito. Alle ore 9 di giovedì 19 febbraio è apparso sul palco dell’assemblea il “grande leader”, accolto da applausi e dagli “urrà” dei delegati. Kim ha tenuto un lungo discorso prima di procedure con le votazioni per la segreteria del partito. Nel suo discorso, vengono ricordate le imprese compiute dalla Repubblica Popolare Democratica di Corea con il Partito dei Lavoratori al comando.
Vengono ribadite le “tre rivoluzioni” (ideologica, tecnologica e culturale) da perseguire per costruzione della linea socialista del paese. Il tutto cucito in un discorso dal forte valore patriottico e di autocelebrazione, statale e individuale. A seguito del suo discorso, è stato ufficialmente rieletto a segretario generale del Partito dei Lavoratori con votazione unanime. Non una novità per il paese, dove le elezioni sono pubbliche, non soggette ad anonimato e il dissenso verso il leader è interpretato come un attacco verso lo stato e la sua ideologia.

ASSE NORD COREA E USA
Kim coglie l’occasione per rivolgersi agli omonimi occidentali, in particolare si rivolge al presidente statunitense Trump. I rapporti tra la Repubblica Popolare Democratica di Corea e gli Stati Uniti d’America si sono raffreddati da diverso tempo, causa la condizione americana secondo cui la Corea non deve disporre di armi nucleari. La Corea, da parte sua, non accetta l’imposizione americana e punta a rinforzare il proprio armamento. «Se gli USA rispettano la nostra attuale posizione sul nucleare, e ritira la sua politica ostile, non c’è motivo per cui non possiamo andare d’accordo», ha detto Kim nel suo discorso. «Il futuro delle relazioni tra Stati Uniti e Corea del Nord dipende interamente dal loro atteggiamento. Che si tratti di una coesistenza pacifica o di uno scontro permanente, siamo pronti per entrambe le opzioni e la scelta non spetta a noi».
L’AMICO CINESE
Nel frattempo, i vicini cinesi si congratulano per il rinnovo della nomina del leader Kim Jong-Un. Il presidente Xi Jinping ha accolto con gioia «l’inizio di un nuovo capitolo» delle relazioni tra i due stati, in un momento della storia in cui il mondo si trova ad affrontare «cambiamenti che accadono una sola volta nel secolo»