Jack Dorsey vende il suo primo tweet per $2,9 milioni con gli NFT e li dona in beneficenza

Il primo tweet della storia è stato venduto per 2,9 milioni di dollari come NFT, “not fungible tokens”, certificati di proprietà digitali utilizzati nel mondo della blockchain (sistema di comunicazione basato sul database distribuito, ovvero su più pc simultaneamente) che dà la proprietà esclusiva su opere informatiche. Il ricavato andrà in beneficenza.

L’ASTA
Immagine profilo di Sina Estavi su Twitter

Il tweet di Dorsey è stato messo all’asta il 5 Marzo 2021 e già dal giorno seguente aveva ricevuto un’offerta da 2,5 milioni di dollari dal suo futuro proprietario, Sina Estavi. L’asta è stata gestita dalla piattaforma Valuables by Cent che permette di fare delle offerte su tweet certificati dai loro creatori originali.

Su questa piattaforma si possono trovare contenuti di ogni tipo, come d’altronde Twitter permette. Si possono fare offerte per comprare la proprietà di tweet di squadre della Nfl che annunciano la vittoria del Superbowl, della foto di gruppo scattata agli Oscar da Ellen DeGeneres e tantissimi altri contenuti storici della piattaforma di Dorsey. Il contenuto dei tweet è di importanza relativa: se è importante per qualcuno, molto probabilmente è in vendita come NFT su questa piattaforma. Le versione dei tweet acquistate hanno l’autografo dell’autore e un certificato di proprietà intellettuale digitale.

L’asta ha avuto luogo per due settimane e ha raggiunto la cifra di ben 2.915.835,47 dollari che, come detto, Dorsey ha devoluto in beneficienza. La vendita è stata effettuata tramite criptovalute Ethereum, piattaforma creata solo due anni fa da Vitalik Buterin, un programmatore russo, che si è dedicato allo sviluppo di una criptovaluta che potesse realmente fare concorrenza al Bitcoin. Il valore in Ethereum dell’offerta di Sina Estavi è di 1630,5825601 Eth.

IL TWEET

Jack Dorsey, Ceo di Twitter

Il tweet venduto è il primo post comparso in assoluto su Twitter, pubblicato dal fondatore Jack Dorsey il 21 marzo 2006. Il tweet, che recita “Just setting up my twttr” (ho appena sistemato il mio profilo twitter), è stato comprato da Sina Estavi, amministratore delegato della società di blockchain Bridge Oracle. L’offerta finale è stata di $2.915.835,47, cifra che Dorsey ha totalmente devoluto a GiveDirectly, un’organizzazione che invia denaro alle famiglie povere in Africa colpite dal Covid-19.

Sina Estavi ora è l’unico vero proprietario del primo tweet della storia e per certificarlo la piattaforma ha rilasciato un certificato digitale che attesta che il tweet è «unico perché firmato e verificato dal creatore».

Gli screenshot, le stampe o tutte le altre riproduzioni del tweet da ora sono automaticamente diventati semplici riproduzioni dell’originale, di cui Estavi detiene la proprietà. Facendo un parallelismo con il mondo dell’arte: il post venduto può essere paragonato all’originale di un dipinto conservato in un museo. I poster con lo stesso soggetto del dipinto, le riproduzioni in alta definizione o le copie non saranno mai considerate alla stregua dell’opera iniziale. E questa convenzione ora vale anche per beni digitali come post social grazie al meccanismo degli NFT.

«Questo non è solo un tweet! Penso che solo dopo diversi anni le persone capiranno quale sarà il vero valore di questo tweet, come il dipinto della Gioconda»

Ha detto Sina Estavi dopo il suo acquisto. Può sembrare che 2,9 milioni di dollari siano una cifra spropositata per due righe di testo pubblicate online, ma il concetto è un altro. Nell’era digitale si stanno ridefinendo i confini delle proprietà intellettuali e il settore artistico è stato uno dei primi ad utilizzare le nuove criptovalute per fornire valore economico e artistico a tutte le opere digitali e virtuali.

GLI NFT

NFT è l’acronimo di “not fungible tokens” ovvero certificati di autenticità digitale. All’apparenza gli NFT sono contenuti digitali intangibili, infinitamente replicabili e uguali a tanti altri. L’unicità degli NFT è però garantita da una certificazione che avviene tramite blockchain, tecnologia diventata famosa grazie alle criptovalute e usata in molti altri contesti. Nel caso degli NFT, la blockchain serve a certificare e commerciare opere d’arte e video di azioni di basket, ma le applicazioni sperimentate sono sempre di più e spaziano dalla moda ai videogiochi. Ovunque ci sia qualcuno interessato alla proprietà digitale di qualcosa, per passione o per profitto, il mercato degli NFT si espande.

Not Fungible Tokens

Gli NFT hanno attirato l’attenzione di tutti negli ultimi mesi. Da Elon Musk, noto visionario, fino ad arrivare a Mark Cuban, imprenditore statunitense e presidente dei Dallas Mavericks, squadra di basket della NBA.

La versatilità di questi gettoni (token in inglese) è data dal fatto che possono comprendere qualsiasi tipo di asset digitale unico nel suo genere, come un’opera d’arte o un videoclip, che sia detenuto attraverso una risorsa rappresentata su una blockchain. Fondamentalmente l’acquirente di un NFT riceve una ricevuta digitale crittografata che dimostra che l’NFT è autentico e che lo possiede.

Maria Oberti

Mi interesso di social media, cinema e rivoluzioni culturali. La nostra società si evolve in modo frenetico e per me è importante tendere l'orecchio e lo sguardo alle sue conseguenze. Rivoluzioni tecnologiche, tendenze sociali e libertà individuali sono gli stimoli che sento di più.

No Comments Yet

Leave a Reply