It’s Never Over, Jeff Buckley: la rinascita di un moderno Orfeo

 

It’s Never Over, Jeff Buckley” è il film evento diretto dalla regista premio Oscar Amy Berg e co-prodotto da Brad Pitt. Un docu-film che permette di riscoprire un artista che con la sua sensibilità oggi sarebbe vicinissimo alle nuove generazioni. Un cantautore che nel poco tempo che ha avuto su questo mondo è riuscito a creare qualcosa di completamente diverso. Il film ce lo racconta attraverso le testimonianze di amici e parenti, di chi lo ha amato o solo conosciuto, con i suoi messaggi, i suoi diari e i suoi disegni. Il mondo poetico di un moderno Orfeo.

Tra Inferno e Paradiso, le origini

Non si può capire l’arte di Buckley senza sapere da dove arriva. Jeff è uno di quegli artisti nati dalla musica. La mamma, Mary Guilbert, violoncellista di origini panamensi trapiantata a Anaheim, California. Il padre, Tim Buckley, cantante folk rock che abbandonò Mary quando era incinta del bambino. Cresce solo con la madre tra il sole del sud della California e la musica non-stop, mostrando fin da subito un’incredibile capacità di imitare le tonalità dei cantanti prima e di ripetere i riff alla chitarra poi.

Il fatto che segnerà per sempre la vita di Jeff è la morte del padre, a soli 28 anni, per overdose di eroina pochi mesi dopo il riavvicinamento tra i due. Buckley canterà per la prima volta davanti a un pubblico proprio per la commemorazione del padre-artista. La figura paterna resterà un fantasma nella sua vita, fino alla tragica morte dello stesso Jeff per annegamento, avvenuta nel fiume Wolf di Memphis. Jeff, solo 30enne, era entrato in acqua ancora vestito, cantando il brano Whole Lotta Love dei Led Zeppelin, prima di sparire sotto la scia di una nave di passaggio.

Purezza e carnalità, la musica
Jeff Buckley durante un live del tour per l’ep Grace

Da Anaheim il cantautore si sposterà dove a inizio anni ’90 la scena culturale underground era al massimo dello splendore e dell’eccentricità: downtown Manhattan, New York City. Le immagini del film permettono di immergerci nell’atmosfera che ha portato Buckley alla maturazione artistica, fino all’incisione del primo, e unico, Ep, Grace. L’album consegna l’anima dolce e tormentata di questo artista che è stato definito il migliore cantautore di una generazione e che ha avuto troppo poco tempo per poter creare.

La musica di Jeff Buckley non ha confini, così come la sua voce. Capace di raggiungere quattro ottave, di adattarsi e di imitare. Molti cantanti alzando la tonalità perdono potenza, lui la acquista. Come descrivere la musica di Jeff Buckley? Prendi un po’ di soul di Nina Simone, un po’ di hard-rock dei Led Zeppelin, un po’ di musica sacra del pakistano Nusrat Fateh Ali Khan, un po’ di classica di Shostakovich e anche un po’ dell’indie rock/post punk dei The Smiths. Poi mettili tutti in un frullatore di sensibilità e paure, amore e distruzione, purezza e carnalità. Ecco, il suono che nasce da questa ricetta è Jeff Buckley.

Oltre i confini, Jeff Buckley
“Sul palco ho sbagliato, sono stato bruttissimo, sono stato bello, mi sono innamorato e sono stato terribile. Ma non sono mai stato morto.” – Jeff Buckley

Un moderno Orfeo, si direbbe. Capace di arrivare, con voce e chitarra, dove nessun altro è mai riuscito. Capace di cogliere il mondo con le note. Un artista che sembra avere dentro di sé il Paradiso e l’Inferno. Un ragazzo che, come Orfeo, non sapeva resistere alle insicurezze e ai fantasmi che lo seguivano, ma capace di distruggere il confine tra generi musicali, tra maschio e femmina, tra estasi e tragedia.

È la sensibilità a rendere Jeff Buckley più contemporaneo oggi di quanto lo fosse nei suoi anni. Non è un caso che il suo brano Lover, You Should’ve Come Over, pubblicato nel 1994 nell’ep Grace sia entrato nella classifica Top 100 di Billboard nel mese di gennaio. A riportarlo così in alto è stato un trend di TikTok. Mentre sulla piattaforma di streaming musicale Spotify sfiora i 470 milioni di ascolti. Più della sua cover del brano Hallelujah di Leonard Coen, che è sempre stata la sua interpretazione più conosciuta.

Quest’anno Jeff Buckley è stato nominato per entrare nella Rock and Roll All of Fame. Quest’anno a 60 anni dalla nascita e 30 dalla morte, torna nella classifica Top 100 di Billboard. Quest’anno il mondo sta riscoprendo un artista incredibile. It’s Never Over, Jeff Buckley, al cinema solo il 16, 17, 18 marzo.

 

Martina L Testoni

Sono nata e cresciuta a Brescia dove il mondo mi sembrava piccolo e chiuso. Poi, quasi all’improvviso, mi sono trovata a vivere tre mesi a Los Angeles e girando per l’America ho scoperto quanto è bello il mondo e quanto sono incredibili le relazioni politiche che lo fanno girare. Dopo un viaggio in Giappone, di questo mondo mi sono innamorata. Ora lo voglio raccontare e spiegare, per portarne un pezzetto a tutti con le parole.

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