Un blitz alla Deutsche Bank a Francoforte ha scosso la Germania. L’accusa è di azioni di riciclaggio di denaro e al centro dell’indagine ci sarebbe Roman Abramovich, oligarca russo e cliente della Banca.
Il caso
L’irruzione degli agenti dell’anticrimine federale si inserisce nell’indagine della procura di Francoforte verso «responsabili e dipendenti, per ora ignoti, dell’istituto» che hanno intrattenuto rapporti commerciali con aziende straniere per il riciclaggio di denaro. L’inchiesta, coordinata dagli agenti dall’Ufficio federale della polizia criminale, riguarderanno in particolar modo Abramovich, ex proprietario del Chelsea. La sua situazione si sarebbe incrinata con lo scoppio del conflitto russo-ucraino quando, dal marzo 2022, il magnate è entrato nella lista delle sanzioni dell’Unione europea e gli sarebbe stato vietato fare affari con terzi. Inoltre, per le stesse misure restrittive Abramovich ha dovuto vendere le quote della squadra di calcio.

Secondo gli inquirenti, la Deutsche Bank non avrebbe segnalato le attività sospette riguardanti le società dell’oligarca. Gli enti bancari, infatti, sono obbligati a comunicare alle autorità competenti le operazioni ambigue in modo tempestivo, pena il pagamento di multe molto alte. L’avvocato di Abramovich, però, ha riferito al Der Spiegel che la parte lesa non sarebbe «a conoscenza delle indagini» e il suo cliente avrebbe «sempre agito in conformità con le leggi e i regolamenti nazionali e internazionali applicabili».
Gli effetti

Oggi, giovedì 29 gennaio, la Deutsche Bank presenterà i dati relativi al quarto trimestre e i conti di tutto il 2025, che si preannunciavano positivi. Lo scossone, però, ha provocato a un calo in Borsa delle azioni della Banca, che ha perso l’1,8% a Francoforte. L’ente tedesco, infatti, ha confermato che uffici è «attualmente in corso un’indagine della Procura di Francoforte» e che sta «collaborando pienamente con le autorità». Il governo di Berlino non si è esposto, mentre l’amministratore delegato della Deutsche Bank, Christian Sewing, si è dato l’obiettivo di risollevare la Banca dalla sua pessima reputazione.
Gli scandali nel passato
Non è il primo scandalo in cui è coinvolta la Deutsche Bank. Nel 2012, l’ex ceo Josef Ackermann era stato definito il «banchiere più pericoloso del mondo» e l’ente era caduto in una grave crisi finanziaria. Poi i vertici sono stati cambiati, ma sono rimasti problemi alla base. Negli ultimi dieci anni, la Banca ha pagato varie multe per il ritardo nel segnalare i casi sospetti di riciclaggio.

Dopo l’invasione russa alla Crimea nel 2014, era stata accusata dalle autorità statunitensi e britanniche di aver facilitato il trasferimento di circa 10 miliardi di dollari a Mosca. In particolare, la Banca non avrebbe eseguito controlli adeguati su alcuni spostamenti di denaro, che avrebbero facilitato azioni di riciclaggio. Il caso finì con il pagamento di 630 milioni di dollari da parte della Banca ai regolatori di Washington e Londra. Ma un caso simile era avvenuto anche l’anno successivo, nel 2015, quando la Deutsche Bank era entrata nel mirino delle autorità statunitense per aver manipolato i tassi interbancari: anche in questo episodio l’ente accettò di pagare una multa di 2,5 miliardi di dollari.
Inoltre, la Banca era stata accusata anche per truffe sui titoli tossici, ovvero prodotti finanziari ad altissimo rischio, e operazioni truccate sui tassi di interesse dei mercati. In questi episodi, lo stesso Abramovich era stato coinvolto per reati ai sensi della legge sul commercio estero.